IL CASO

Hanno ceduto il terreno per costruire i Map: attendono ancora i soldi

Agricoltori di Arsita aspettano da anni il risarcimento per espropriazione

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Hanno ceduto il terreno per costruire i Map: attendono ancora i soldi
L’AQUILA. Lo Stato può espropriare un’area per pubblica utilità, salvo indennizzo per i proprietari. Così dice la legge. Alcuni agricoltori stanno ancora aspettando quell’indennizzo. Così dicono i fatti.

Ad Arsita, cratere sismico, a ridosso del Gran Sasso, due famiglie di agricoltori da generazioni hanno ceduto allo Stato i loro appezzamenti dopo il terremoto de L’Aquila per la costruzione dei map (moduli abitativi provvisori).
Il Commissario delegato, all’epoca, ha proceduto alla espropriazione delle aree destinate alla localizzazione dei Map e dei Musp, per pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza con occupazione dei fondi agricoli.
Sulle terre dei contadini al posto di virgulti e primizie sono spuntati blocchi di cemento. Tutto questo per dare un alloggio a chi ne ha bisogno, avranno pensato gli espropriati. Con questo pensiero gli agricoltori hanno assistito sereni alla costruzione di una “new town” sulle loro terre. In soli tre mesi, è venuta alla luce una nuova scuola di 1500 mq, con aule, laboratori multimediali e palestre, costata oltre 1mln e 300mila euro, (grazie alla donazione fatta da un’azienda privata, dal bookmaker inglese Stanley International Betting Ltd) ed inaugurata il 14 dicembre 2009 alla presenza di Guido Bertolaso allora capo della Protezione civile e di Maria Grazia Cucinotta. Hanno assisto e partecipato all’inaugurazione dei Map il 27 marzo del 2010 alla presenza delle autorità.
Ma del loro indennizzo non hanno visto neppure l’ombra. Infatti da oltre tre anni attendono invano una risposta dal Dipartimento di Protezione Civile e dal Commissario Delegato.
Oggi hanno deciso di dare mandato all’avvocato Wania della Vigna, esasperati dai lunghi ed incerti tempi di attesa. Il legale sta tentando la via conciliativa con il Dipartimento della Protezione Civile (Struttura di missione espropri) con sede a L’Aquila, per ottenere la giusta indennità.
Intanto loro aspettano e sperano di raccogliere i frutti di un sacrificio.
Marirosa Barbieri