IL MISTERO

Scomparsa Silvana Pica, «cercate la morta nel fiume»

L’ex coinquilino della donna era il super testimone del caso Straccia

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

8588

Il contenuto del plico

Il contenuto del plico

PESCARA. Una plico anonimo con una ciocca di capelli bionda, come quelli di Silvana. Ma anche due blister di medicine compatibili con il disturbo bipolare di cui la donna soffriva , una cartuccia di pistola calibro 38 e una lettera anonima con minacce e sconcertanti rivelazioni.

L’ha ricevuto nei giorni scorsi Ezio Denti, l’investigatore privato che la famiglia Pica ha assoldato da qualche settimana per cercare di far luce sulla sparizione di Silvana avvenuta lo scorso 17 gennaio. Denti ha portato il plico alla Procura di Varese (dove vive) che per competenza lo ha girato ai magistrati di Pescara.
L’inchiesta sulla sparizione della donna è in un punto morto, la Procura propende per l’ipotesi suicidio e i magistrati sarebbero pronti ad archiviare il caso. Per la famiglia troppo poco sarebbe stato fatto dagli inquirenti e l’idea che qualcuno possa averle fatto del male è forte e costante.


LA LETTERA

Nel plico ricevuto da Denti c’era anche una lettera: poche righe scritte con un normagrafo in un italiano sgrammaticato su un foglio completamente bianco.
«Hai rotto, sei morto, tu e tua famiglia. Cerca la morta nel fiume a Chieti. Non credi tieni suoi capelli e medicina».
Solo l’esame del dna sulla ciocca di capelli potrà chiarire se sia di Silvana o se il tutto sia stato organizzato da un mitomane.
Sempre l’investigatore privato ha scoperto che Pica aveva appuntato sul calendario, per tre volte pochi giorni prima della scomparsa, il nome di Daniela L.
La famiglia si domanda chi possa essere questa donna. La coinquilina romena con cui viveva si chiama proprio Daniela ma l’inziale del cognome non coincide. Chi è questa donna? Si sono viste nei giorni precedenti la scomparsa? Per quale motivo? La famiglia sa che le relazioni sociali di Silvana erano scarse e che tutta la sua vita ruotava intorno all’appartamento dove viveva anche lunghi periodi di solitudine.
Lorenzo e Marcello Bergella ieri sera sono stati ospiti della trasmissione Quarto Grado e hanno chiesto che la procura disponga «immediatamente» l’esame del dna sulla ciocca di capelli.
«La procura deve scandagliare il fiume con sommozzatori per vedere se c’è la presenza del corpo» come scritto nella lettera, ha chiesto sempre Lorenzo.
Secondo il cognato di Silvana il plico sarebbe la dimostrazione che «l’ investigatore ha smosso problematiche nella casa dove viveva, che erano quelle che abbiamo sempre indicato. Il suo lavoro ha indotto qualcuno a muoversi e far capire che lui era l’artefice di questa scomparsa. Io penso che l’ investigatore sia stato all’altezza del suo ruolo e ha capito quello che altri non sono riusciti a comprendere perché gli inquirenti non hanno approfondito». 


IL COINQUILINO E IL CASO DI ROBERTO STRACCIA
Nel corso della trasmissione di Quarto Grado è stato poi rivelato che la casa di Silvana sarebbe stata frequentata anche da un certo Tony M., coinquilino per qualche mese di Pica.
Poi l’uomo sarebbe andato via trascinandosi dietro anche alcuni problemi con la proprietaria di casa. Ma lo stesso personaggio lo ritroviamo anche in un altro giallo che negli ultimi mesi ha sconvolto Pescara, ovvero la scomparsa di Roberto Straccia.
Tony, infatti, si era accreditato, ma non creduto dagli inquirenti, come il super testimone per la scomparsa di Roberto e aveva raccontato di averlo visto parlare con qualcuno all’interno di un grosso suv nero.
«E’ solo una tragica coincidenza», ha domandato la trasmissione Quarto Grado, «o c’è qualcosa che lega questi due casi, entrambi irrisolti?»
«Sul fronte delle indagini sulla scomparsa di Silvana Pica, non è stato fatto niente», ha commentato amaramente Elisa Pozza Tasca di Penelope, l’associazione nazionale delle Famiglie e degli Amici delle Persone Scomparse.
a.l.