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Omicidio Rigante, l’avvocato di Ciarelli: «minacciato e lasciato solo»

Il legale se la prende con tutti

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Luca Sarodi

Luca Sarodi

PESCARA. Le istituzioni «mia hanno lasciato solo», così come le forze dell’ordine. La tifoseria del Pescara non gli perdona l’aver assunto la difesa di Massimo Ciarelli e altri rom che avrebbero preso parte alla spedizione punitiva contro Domenico Rigante la se
La tifoseria del Pescara non gli perdona l’aver assunto la difesa di Massimo Ciarelli e altri rom che avrebbero preso parte alla spedizione punitiva contro Domenico Rigante la sera del 1° maggio. Con alcuni colleghi ha avuto scontri accesi, che hanno portato addirittura ad una querela. In un clima difficile e teso l’avvocato Luca Sarodi, dopo settimane di riflessione, ha deciso di lasciare la difesa dei Ciarelli.

«Ho visto crescere Massimo Ciarelli», ha raccontato in una intervista a zonedombra.tv. «Ho difeso Domenico, orfano di padre, persona squisita, diversa dagli altri, ucciso a Civitaquana. Ho difeso anche il padre di Massimo al quale ero molto legato. Loro (la comunità rom, ndr) poi mi hanno consentito di difendere i loro parenti e con la risonanza mediatica di avere anche altri clienti».

Il legale ha poi raccontato i momenti immediatamente successivi all’uccisione del tifoso pescarese.  «Sono stato contattato subito dai parenti di Massimo e ho premuto sulla costituzione, sollecitato anche dalla polizia che mi ha convocato in questura. Ho spiegato ai parenti che era inutile che Massimo se ne andasse in vacanza in Brasile ma che doveva tornare per esperire tutti gli accertamenti».

Dopo la resa Sarodi ha ricordato il momento del primo interrogatorio, dove si è registrato lo scontro con un suo collega:  dopo l’arresto ai rom è stato vietato l’incontro con gli avvocati: «ci è stato impedito di concordare la linea difensiva così mi sembrò logico che i ragazzi si dovessero avvalere della facoltà di non rispondere, poi lette le carte avrebbero parlato».  Ma un altro avvocato prospettò una tesi diversa: i rom dovevano rispondere. «Dopo un contrasto che si è svolto davanti a pm e gip tre non hanno risposto e uno sì. Angelo Ciarelli negò anche l’evidenza mettendo così a rischio la credibilità di Massimo».

LE MINACCE

L’avvocato ha raccontato di ricevere minacce  «da 4 settimane perché più volte ho effettuato conviviali con componenti di questa tifoseria. Sono un uomo che vive Pescara ci siamo trovati a mangiare insieme. Non hanno accettato la mia scelta. ‘Sei uno di noi non dovevi accettare’, mi hanno detto. Domenica sono venuti a minacciarmi sotto casa, ho chiamato un referente delle forze dell’ordine 15, 20 volte ma non mi ha mai risposto». Da qui la sensazione di essere stato abbandonato anche dai tutori dell’ordine pubbliche.

 «Ho chiamato decine di volte, quella persona forse poteva intere che poteva accadermi qualcosa di grave? Martedì ho  parlato con altro ispettore e mi ha detto: avvocato sappiamo che lei è minacciato’».

Sarodi è furioso e se la prende anche con i «cani sciolti» che possono «in qualunque momento aggredire chiunque per pure scopo militaristico di solidarietà a chi è deceduto. Sono l’archivio storico di questa comunità e stiamo preparando un brutto futuro a Pescara perché non si sta intervenendo sulle generazioni di domani». L’avvocato ha espresso parole di protesta anche nei confronti dei manifesti del Pdl contro i rom: «quel cartellone era di uno squallore e di una schifezza che solo persone con ignoranza specializzata potevano fare. Frutto della non politica e dell’ arroganza».