CRISI E TASSE

Imu, bilancio e veleni al Comune di Pescara

Dietro il nuovo balzello lo scontro Pd-Pdl

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Imu, bilancio e veleni al Comune di Pescara
PESCARA. Stasera, alle 17.30 presso la sala del Consiglio Comunale di Pescara si aprirà il primo round dello scontro Pd- Pdl sull’Imu ed approvazione del bilancio con un incontro pubblico.

Mentre il crono programma è deciso: lunedì 11 giugno si discuterà le delibera sull’Imu e sul bilancio, il 18 giugno ci sarà il pagamento della prima rata dell’Imu ed  il 30 giugno la scadenza del bilancio, il clima tra maggioranza ed opposizione è incandescente. La nuova imposta si è trasformata in un’occasione per rivangare scelte politiche, dissapori e contrasti.
Stasera il Gruppo Consiliare Pd e l’Unione Comunale Pd di Pescara incontrerà in un’assemblea pubblica i cittadini e toccherà da vicino il problema dell’Imu e del bilancio che, secondo il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio, «rischia seriamente di non essere approvato ed anche  nel caso in cui venga approvato non avrà la possibilità di incidere sui programmi e quindi sugli interventi nella città considerato il gravissimo ritardo». Al centro della scena anche la valanga di emendamenti da parte del Pd per ridurre l’imposta sulla prima casa e per ridare fiato alle famiglie e all’economia della città già pesantemente tartassate.
«Riteniamo che si possa operare una riduzione di questa pesante tassa», ha detto Di Pietrantonio, «andando ad eliminare una serie di spese previste da questa amministrazione nel bilancio di previsione che noi riteniamo inutili ed inopportune in questa particolare fase di grande crisi che stiamo vivendo. Spese per svariati milioni di euro che l’amministrazione vorrebbe fare prelevando risorse direttamente dalle tasche dei cittadini, a cominciare da inutili consulenze a spese per manifestazioni che francamente in questo momento possiamo farne benissimo a meno. Lo scontro all’interno della maggioranza è determinato soprattutto per la spartizione di poltrone».
E la maggioranza per bocca del capogruppo del  Pdl Armando Foschi non ci sta a passare come l’amministrazione delle gabelle ed annuncia scintille. Lunedì arriverà, secondo il Pdl, anche la resa dei conti per il Pd che sarà inchiodato alle proprie responsabilità.
«Racconteremo alla città come nel 2008», dice Foschi, «il centro-sinistra ha imposto a tutti i contribuenti una mannaia con l’aumento della Tarsu del 30 per cento, e di come quella tassa sia servita, a suo tempo, a ripianare quelle casse comunali letteralmente svuotate per opere inutili, per compensare le spese folli sostenute per ponti, bicchieri rotti, autocelebrazioni di piazza e mostre su locandine e manifesti. E chiederemo al Pd spiegazioni di quegli aumenti e delle montagne di debiti fuori bilancio che abbiamo ricevuto in eredità per opere realizzate e non pagate, debiti che solo oggi stiamo riuscendo a coprire». La maggioranza ci tiene a chiarire poi che l’imposta municipale non è una scelta del Comune ma del Governo e che qualunque fossero oggi le aliquote stabilite dal Comune, comunque gli acconti andranno versati secondo le aliquote già fissate dal Governo, ossia 4 per mille sulla prima casa e 7,6 per mille sugli altri immobili per decisione dello Stato.
«Ovviamente», conclude Foschi, «tutto questo al centro-sinistra non interessa, ed oggi nessuno dirà ai cittadini (nel corso dell’incontro del Pd) che, per abbassare l’Imu, ovviamente a partire dalla seconda rata, il centro-sinistra dovrà fare anche proposte concrete su come compensare le minori entrate per garantire i servizi essenziali ai cittadini. Quella di oggi sarà l’ennesima trovata demagogica».