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«Provincia di Teramo affitta locali per anni e non li utilizza»

Mauro Sacco (Idv) parla «di uno spreco di 100.000 euro»

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Valter Catarra

Valter Catarra

TERAMO. Spreco di soldi pubblici, incompiute, investimenti a cuor leggero.

Il manuale della politica abbonda di queste espressioni.  Stavolta c’è di mezzo la Provincia di Teramo che  secondo  il capogruppo Idv della Provincia di Teramo Mauro Sacco, «ha affittato dal 2009 locali per far star comodo il Centro per l’Impiego per sei anni alla modica cifra di 1.200 euro saliti poi a 1.252 euro».
Nulla di male per Sacco «se non fosse che i locali sembrano oggi inutilizzati e che altre strutture  erano già state affittate anni addietro per lo stesso scopo».
Il primo contratto di locazione tra l’Ente e la società immobiliare “Gamma s.r.l.”, il cui amministratore unico è Alessandro Maria Caccia risale al 2001. Per esigenze di spazio la Provincia ha pensato di offrire un’adeguata sistemazione agli Uffici del Centro per l’Impiego di Teramo, stipulando un contratto di locazione il 6 luglio 2001. I locali, di proprietà della Società Immobiliare sono siti in via Campana, a Teramo.
Alcuni anni dopo, nel 2009, il presidente della Provincia Valter Catarra  resosi conto probabilmente  della carenza d spazio  e per garantire una migliore allocazione del personale del Centro per l’Impiego ha preferito affittare ulteriori locali (sempre di proprietà della immobiliare Gamma ) in via D’Annunzio, limitrofi a quelli già nella disponibilità dell’Ente per una superficie di circa 100 mq. Il nuovo contratto durerà 6 anni (scadenza nel 2015) con possibilità di proroga alla cifra di 1.200 Euro (aggiornato, in data 1° novembre 2011, a Euro 1.252,07, per effetto della rivalutazione Istat).  Tutto questo costerà all’amministrazione (alias i cittadini) una somma di 100.000 euro, secondo  Caccia.
Peccato che, sottolinea il dipietrista, «nel periodo dei quasi tre anni trascorsi a decorrere dalla data di stipula del contratto di locazione (ottobre 2009) chiunque sia passato davanti ai locali siti in via D’Annunzio, a Teramo, ha potuto vedere come gli stessi fossero effettivamente non utilizzati, anzi, sempre vuoti». Stanze fantasma, secondo il politico che ora chiede conto alla Provincia con un’interrogazione.
«In base a quali valutazioni oggettive, documentate agli atti, è stata ritenuta l’effettiva esigenza di acquisire i nuovi locali siti in via D’Annunzio, in considerazione del fatto che i medesimi sono rimasti sempre vuoti? Perché non si è pensato a disdettare il contratto lasciando invece che i cittadini di Teramo pagassero, per colpevole inerzia della stessa Amministrazione, un fitto consistente e soprattutto immotivato? L’amministrazione attiva intende, finalmente, intervenire con urgenza per porre fine allo spreco di denaro pubblico? Chi risponderà del danno arrecato alle casse della Provincia?».
Queste le domande a cui l’Ente dovrà rispondere.
m.b.