CEPAGATTI

Sorpresa, la Regione dice sì a nuovo impianto a biomasse

Il Wwf adirato: «i cittadino non sapevano»

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3974

  Sorpresa, la Regione dice sì a nuovo impianto a biomasse
CEPAGATTI. Cadono dalle nuvole alla notizia della realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica alimentato da biomassa, oli vegetali, della potenza elettrica pari 940 kW, da realizzare nel Comune di Cepagatti nella strada Provinciale Bonifica Vallemare.

Così i membri del Wwf Abruzzo già si chiedono quanti altri siano a conoscenza del provvedimento passato in punta di piedi.
Loro se ne sono accorti scorrendo le pagine del Bollettino ufficiale della Regione, di ieri. Il documento a firma della dirigente Iris Flacco autorizza la società Synergas s.r.l. con sede legale a Cepagatti in strada Provinciale Bonifica Vallemare a realizzare l’impianto «dandosi atto che il Comune», si legge nella pubblicazione sul Bura, «non ha ritenuto richiedere alcuna documentazione integrativa necessaria a consentire la espressione di parere compiuto e che per tutto quanto non espressamente definito dal presente provvedimento, si fa riferimento alle “Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili».
Detto, fatto. Operazione indolore ma non per il Wwf che lamenta la deregulation in un territorio con valori di inquinamento inaccettabili ed il mancato coinvolgimento dei cittadini nell’iter autorizzativo. Non c’è in ballo solo la questione ambientale, ma anche il diritto di partecipazione democratica.
«La Regione continua ad ignorare precisi obblighi circa la trasparenza e la pubblicità dei procedimenti che possono comportare un impatto sull'ambiente», dice Luciano Di Tizio presidente del Wwf Abruzzo, «obblighi previsti dall'articolo 6 della Convenzione di Aarhus ratificata dall'Italia con legge 108/2001. I cittadini devono poter partecipare al procedimento prima che si chiuda potendo presentare osservazioni, magari per migliorare i progetti. La cosa più grave è che la Regione Abruzzo è completamente incapace di garantire il rispetto degli obiettivi di qualità ambientale e di monitoraggio in Val Pescara ma continua ad autorizzare nuovi impianti che comportano emissioni. Noi non siamo contrari a tutti gli impianti, soprattutto se di piccola taglia, ma non possiamo accettare che vi sia una sostanziale deregulation quando l'ambiente è già in sofferenza e tanti cittadini sono preoccupati per la loro salute».


C’è poi l'effetto cumulo degli impianti, un aspetto non trascurabile. La centralina più vicina all'impianto in questione, secondo il Wwf, è quella di Spoltore con oltre 120 giorni di superamento dei valori soglia per le polveri sottili.
Contro il provvedimento è ammessa la strada del ricorso giurisdizionale al competente Tribunale Amministrativo Regionale entro sessanta giorni o quella del ricorso straordinario al Capo dello Stato entro centoventi giorni dal rilascio del provvedimento.