IL FATTO

Terremoto, 3 rinviati a giudizio per la manifestazione di Roma

Lo scontro a luglio 2010; Lolli: «non ci fu violenza»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2320

Terremoto, 3 rinviati a giudizio per la manifestazione di Roma
L'AQUILA. Rinviati a giudizio 3 ragazzi, di cui 2 romani, per la manifestazione del 7 luglio 2010 quando migliaia di aquilani arrivarono a Roma per una grande manifestazione.

Subito dopo gli scontri gli aquilani inviarono una lettera all’allora ministro degli Interni Roberto Maroni per chiedere che venisse fatta piena luce sull'accaduto e respingendo il tentativo di far credere che i manifestanti avessero in qualche modo provocato i carabinieri prima di ricevere le manganellate.
Secondo la questura di Roma i militari avrebbero cominciato a manganellare solo dopo essere stati provocati dalla folla, ipotesi completamente smentita dai presenti. Si disse anche che nel gruppetto in prima fila ci fossero anche esponenti dei centri sociali, anche questa ipotesi completamente smentita da chi ha organizzato il corteo.
«Pensare di rappresentare quella manifestazione come un'iniziativa violenta, diretta o strumentalizzata da forze esterne al movimento dei cittadini aquilani vuol dire offrire una rappresentazione del tutto fuorviante di quello che fu effettivamente quella giornata», ha commentato oggi l'onorevole del Pd, Giovanni Lolli, presente anche lui quel giorno a Roma tanto da essere colpito con una manganellata.
«Io c'ero», ricorda. «Ho partecipato in prima linea a tutte le fasi di quella giornata - ha proseguito - posso testimoniare che violenze non ce ne furono e le tensioni che si determinarono furono di gran lunga inferiori a tensioni che spesso si verificano in manifestazioni nella capitale Certamente le migliaia di cittadini aquilani presenti erano molto determinati a difendere i loro diritti ma lo hanno fatto tutti rimanendo nei limiti di una protesta decisa e civile. In ogni caso i protagonisti fummo noi, i cittadini aquilani, tutti. Se responsabilità ci sono, sono di noi tutti, a partire da quelli che come me, anche per il ruolo che ricopro, sono sempre stati in prima fila per tutto il giorno. Nell'esprimere la mia personale solidarietà ai ragazzi rinviati a giudizio confido in un atteggiamento che sappia comprendere lo spirito della giornata e resto a disposizione delle autorità per essere ascoltato in tutte le sedi in cui verrà ritenuto opportuno».
«Uno dei primi atti che il nostro consigliere, Ettore Di Cesare, presenterà in Consiglio comunale», annuncia invece Appello per L’Aquila, «sarà una mozione mirata a esprimere la piena e fattiva solidarietà alle tre persone rinviate a giudizio per difendere i diritti di tutti noi e a richiedere che il Comune si assuma l’onere della copertura delle spese legali del processo».