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Antenne San Silvestro: «delocalizzazione a mare impossibile e problematica»

La procedura si inceppa di nuovo tra ricorsi e «progetti inutili»

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Antenne San Silvestro: «delocalizzazione a mare impossibile e problematica»
PESCARA. C’è l’impegno, cioè la promessa di molti amministratori locali affinchè le antenne si spostino dal sito di San Silvestro.

C’è il forte rischio che queste promesse siano simili a quelle dei marinai. Ci sono poi anche problemi oggettivi che non si sono riusciti a superare in tutti questi anni di tira e molla. C’è una volontà a delocalizzare i ripetitori che viene in tutti i modi frenata e rallentata.
E non c’è chi abbia ragione totalmente. Insomma la vicenda della delocalizzazione delle antenne da San Silvestro accusa una nuova battuta d’arresto e il prossimo incontro del 22 giugno sarà destinato ad essere uno dei tanti. Soprattutto alla luce della posizione delle emittenti locali che oggi è stata ribadita con forza e che però non è nuova (viene ripetuta da almeno un anno e mezzo).
Le tv dicono no allo spostamento delle antenne sulla piattaforma a mare che si è scoperto essere quella denominata Francavilla, già esistente e non dunque da costruire come pure si era fatto intendere in un primo momento. I costi sarebbero dunque inferiori ma ci sarebbero problemi seri che Comune e Regione non avrebbero ancora considerato.
«La delocalizzazione delle antenne a mare, con un progetto di natura sperimentale ed esito incerto (un esempio del genere non esiste in nessuna parte al mondo), non garantisce la copertura attuale dell’impianto di San Silvestro», spiegano le emittenti in una nota, «che ad oggi serve tutta l’utenza della fascia costiera, la parte più popolata d’Abruzzo, da Tortoreto (Teramo) a San Salvo (Chieti). La delocalizzazione in mare comporterebbe necessariamente la creazione di numerosi altri impianti sul territorio abruzzese per coprire le zone scoperte. La ricezione e la trasmissione dei segnali da una postazione off-shore presenta gravi criticità, compromettendone la stabilità con problemi diversi in ogni stagione. Inoltre la realizzazione della postazione presenta complessità notevoli dal punto di vista tecnico e costi esagerati (sebbene non ancora indicati dalla stessa Regione), con sicuri aggravi degli oneri di manutenzione, con qualsiasi condizione meteorologica e in qualsiasi stagione e la instabilità del segnale comporterebbe l’interruzione certa dei contratti economici in essere delle tv».


Dunque secondo le tv locali occorre riconsiderare tutto quanto con attenzione e rivolgono un invito alle istituzioni.
Al tavolo tecnico le Emittenti televisive abruzzesi hanno delegato: Maria Laura Paolini, editore di Telemax, Franco Coletti, consulente tecnico, Franco Scalpelli, editore/consulente tecnico.
Sono loro che spiegheranno nelle prossime sedute che il problema dell’inquinamento può essere risolto benissimo senza creare altri problemi. Anzi «le attuali riduzioni di potenza imposte, o liberamente adottate, anche grazie alla trasmissione in tecnica digitale, consentono di non superare i limiti di sicurezza previsti dalla normativa, non comportando rischi per la salute pubblica». Dunque già adesso non ci dovrebbero essere problemi almeno guardando i limiti di legge. Inoltre le Tv si sono sempre dette favorevoli alla creazione della mega torre alta oltre 100 metri che risolverebbe del tutto i problema delle emissioni.
Ora bisognerà capire la posizione di Regione e Comune mentre la procura di Pescara continua ad indagare per cercare di capire se quelle antenne sono o no fuori legge e se il famigerato “master plan” può o no avere efficacia di proroga. La situazione è difficile, ostica e complicata. Rai Way ha presentato un ricorso al Tar e la situazione potrebbe ingarbugliarsi ulteriormente.