CONCORSI ARTA

Inchiesta Arta, interrogato Amicone

Il direttore è indagato ma per lui vicina l’archiviazione

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Inchiesta Arta, interrogato Amicone
PESCARA. E' durato poco più di un'ora l'interrogatorio del direttore generale dell'Arta Mario Amicone. Amicone è indagato per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta su presunti concorsi truccati e favori negli appalti pubblici dell'agenzia regionale per la tutela dell'ambiente.

Il direttore, assistito dall' avvocato Marco Spagnuolo, ha fornito al pm Gennaro Varone dei chiarimenti sulla vicenda della delibera relativa al trasferimento di una dipendente dalla sede di Pescara al dipartimento di Chieti. La posizione di Amicone però potrebbe essere archiviata in quanto il direttore generale dell'Arta avrebbe firmato la delibera predisposta da Antonio Fernandez, ex direttore amministrativo dell'agenzia, perchè tratto in errore dallo stesso Fernandez.
Secondo l'accusa l' ex direttore amministrativo, arrestato il 24 aprile scorso e tornato libero dopo un mese, ha predisposto il documento in quanto la dipendente con le sue rivelazioni ha collaborato alle indagini. Fernandez, accusando la donna di aver dato corso all’inchiesta giudiziaria sull’Arta Abruzzo - la cui sede era stata nel frattempo perquisita – e minacciandola di avviare un procedimento disciplinare nei suoi confronti, avrebbe tentato di costringerla a redigere un’attestazione con la quale la donna avrebbe dovuto assumersi ogni responsabilità nell’indicazione dei componenti della commissione del concorso, così da scagionare se stesso (e di conseguenza gli altri coindagati) da ogni sospetto di ingerenza.
La donna tuttavia si sarebbe rifiutata e per questo, per vendicarsi, Fernandez, «nuovamente abusando del suo ufficio e con violazione di legge», avrebbe predisposto una delibera di trasferimento della donna presso l’Arta di Chieti.
La delibera è stata poi fatta sottoscrivere «all’inconsapevole» direttore Generale, Mario Amicone, lo scorso 5 agosto. Dalle indagini non sono emersi elementi di un suo reale coinvolgimento nella partecipazione del reato contestato. E’ vero dunque che Amicone ha firmato ma lo avrebbe fatto all’oscuro dei reali motivi e tratto in inganno da Fernandez.
Gli investigatori avrebbero anche certificato il demansionamento della donna “punita” andando di fatto nella sede di Chieti a sopperire ad una vacanza organica di un profilo professionale più basso di quello in suo possesso.