L'INCHIESTA

D’Ambrosio e la laurea sospetta: «quel docente va punito severamente»

Il 10 luglio l’udienza preliminare per i 14 indagati

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D'Ambrosio il giorno della laurea

D'Ambrosio il giorno della laurea

PESCARA. Si terrà il 10 luglio alle 10.30 l’udienza preliminare per i 14 indagati nell’ambito dell’inchiesta Ato che dovranno comparire davanti al gup Gianluca Sarandrea.

Davanti al giudice ci saranno l'ex presidente dell'Ato Giorgio D'Ambrosio, Pasquale Cordoma, ex sindaco di Montesilvano, Roberto Angelucci, ex sindaco di Francavilla, l'ex assessore di Montesilvano Francesco Di Pasquale; il segretario generale dell'Ato e della Provincia Fabrizio Bernardini; due dipendenti dell'ente Vincenzo Di Giamberardino e Fabio Ferrante; due ex componenti del cda dell'Ato, Franco Feliciani, e l'assessore al comune di Penne Gabriele Pasqualone; Nino Pagano, funzionario Ato; Alessandro Antonacci, dirigente tecnico Ato; Sergio Franci, ex consulente Ato; Silvia Robusto, dipendente Ato; Ercole Cauti, imprenditore; Luigi Panzone, docente di scienze manageriali dell'Università D'Annunzio.
Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di peculato, corruzione, abuso d'ufficio, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica, distruzione di documenti, truffa ai danni dello Stato e in violazione dell'articolo 97 della Costituzione.
I fatti si riferiscono al periodo tra il 2003 e il mese di dicembre 2007. Nel mirino del pm Valentina D'Agostino un utilizzo improprio delle risorse economiche e strutturali dell'Ato per fini propri. Il presidente D'Ambrosio, ad esempio, usava l'auto dell'ente per assolvere ai propri impegni politici a Roma, dove si recava in qualità di parlamentare, con spese a totale carico dell'Ato per ciò che riguarda benzina-telepass e numerose multe al Codice della Strada (circa 2.300 euro per superamento dei limiti di velocità e divieti di sosta).
Sono state riconosciute parte offese L’ente d’Ambito, la Regione Abruzzo, la Provincia di Ferrara, ufficio fondi strutturali e l’Università D’Annunzio, Facoltà di Scienze Manageriali. 
L’inchiesta è partita a seguito di tre esposti dell’associazione Codici.

LA LAUREA
Ma l’inchiesta si è focalizzata anche sulla laurea di D’Ambrosio. La Procura di Pescara ne mette in dubbio la regolarità e punta l’attenzione sul rapporto molto stretto tra l’amministratore pubblico e Luigi Panzone, professore associato di tecnica bancaria presso la Facoltà di Scienze Manageriali alla D’Annunzio.
Un rapporto non comune tra docente e studente, dice la procura. Per gli inquirenti il professore, indagato per corruzione continuata in concorso (con D’Ambrosio, appunto) avrebbe violato i doveri «di imparzialità, buon andamento e trasparenza connessi al pubblico ufficio ricoperto». Panzone, dice sempre la Procura di Pescara, avrebbe ricevuto dal sindaco di Pianella («privato corruttore»), «numerosi titoli di credito, al fine di agevolare D’Ambrosio nel superamento degli esami universitari e, successivamente, nel conseguimento della laurea specialistica in Economia e Management, presso la medesima facoltà».
Nel corso dell’attività d’intercettazione, sono stati registrati dialoghi tra i due e un assistente universitario dai quali sarebbe emersa una «agevolazione», così la definiscono gli inquirenti, nel superamento di alcuni esami universitari alla D’annunzio nella Laurea Specialistica -Facoltà di Economia e Management.
«Emerge», si legge nella relazione della Digos, «la piena disponibilità dell’assistente nell’agevolare Giorgio D’Ambrosio attraverso il disbrigo di pratiche amministrative e con ripetizioni private. Si rileva inoltre la posizione di potere del Panzone all’interno della Facoltà, tale da esercitare pressioni e condizionamenti allo scopo di favorire il D’Ambrosio nel superamento degli esami».
L’attività d’indagine effettuata ha rilevato che tale condizionamento non avrebbe solo influito sull’esito degli esami sostenuti dal sindaco di Pianella ma anche di altri studenti a lui segnalati, «intervenendo direttamente sui propri colleghi».
Il 26 marzo 2009 il sindaco di Pianella si è laureato con una votazione di 105/110 discutendo la tesi: “la valutazione degli aspetti ambientali in condizioni di emergenza: il caso del Comune di Pianella” – relatore prof. Mauro Coli;
Ha sostenuto 19 delle 27 prove d’esame previste, essendogli stati riconosciuti dal Consiglio Accademico crediti formativi validi per il riconoscimento dei nove esami mancanti.
Gli esami di Economia del mercato mobiliare (voto 30) e Management finanziario e gestione dei rischi (voto 30) sono stati sostenuti con la commissione il prof. Luigi Panzone.
Il 31 marzo 2009 D’Ambrosio si è iscritto al Corso di Laurea Specialistica in Economia.
Sempre con il professor Panzone, il D’Ambrosio ha superato con la votazione di 30 l’esame di Innovazione Finanziaria e Mercato del Credito, mentre per la prova Laboratorio di Informazione Economica è stato definito idoneo. 


«METTI IN MOTO LA TESTA»

A fine agosto 2010 la Procura di Pescara intercetta una conversazione tra Panzone e D’Ambrosio. Il primo rassicura il secondo in merito ad un esame che dovrà sostenere ma si rileva anche il riferimento all’oggetto di scambio, cioè la copertura dell’assegno entro il giorno 31, per il quale D’Ambrosio chiede all’altro se ha bisogno di una proroga o se «ce la fa».
Per gli inquirenti «è proprio tale pactum sceleris tra i due che ha permesso al D’Ambrosio di ottenere una prima Laurea triennale nella citata Facoltà e giungere al termine di quella specialistica».
Per l’accusa, in pratica, il sindaco faceva «ottenere crediti (danaro contante) a Panzone al di fuori del circuito bancario, tramite l’emissione di assegni tratti del proprio conto corrente ed utilizzati come garanzia, non destinati ad essere incassati dal factoring a cui vengono ceduti ma ritirati alla scadenza fissata e/o scontati con altri assegni di nuova emissione. Tale relazione di “do ut des”, fanno ritenere verosimile un quadro indiziario atto a configurare l’ ipotesi corruttiva tra i due». Un'accusa tutta da provare che sarà un punto nodale dell'eventuale processo qualora il gup lo ritenesse necessario.
E pochi giorni prima dell’esame i due si sentono:

Luigi Panzone : Caro, come stai, buongiorno, .ti volevo ricordare ... Metti un pò in moto la testa per mercoledì, Va bene? Eh?...Mi senti?
Giorgio D’Ambrosio: Mercoledì, ci vediamo?
Luigi Panzone : No, metti in moto la testa per mercoledì, dico che è primo settembre ...Ti ricordi? Sì, naturalmente ci vediamo. Vengo anch' io, però, lunedì mattina, secondo me, ci possiamo vedere ... ;
Giorgio D’Ambrosio: No..l'hanno spostato al sei .. !
Luigi Panzone: Ah! L'hanno spostato al sei, cazzo!! Ah...Io non c'ero andato all' Università. Non l' avevo visto. Va bene. Il sei, che giorno, è, scusami?
Giorgio D’Ambrosio: Eh, mi sa, lunedì.
Luigi Panzone : Ah...Va bene. Allora, adesso ripianifico immediatamente...il sei, alle otto e mezza (08.30), sempre, la mattina?
Giorgio D’Ambrosio : Sì, sì...Mò, sento l'amico nostro e me lo faccio dire con precisione ...
Luigi Panzone : Ah .. che, lui entra su internet e te lo controlla va bene. Noi ci vediamo lunedì mattina per quella cosa nostra del 31, eh?
Giorgio D’Ambrosio: Esatto. Ce la fai come....
Luigi Panzone : Dimmi, caro, dimmi!
Giorgio D’Ambrosio : Bisogna prorogare?
Luigi Panzone : Sì, no...una parte gliela dò, come ho fatto le altre volte . Ok?
Giorgio D’Ambrosio: Lunedì mattina allora. Va bene..
Luigi Panzone : Senti, ascoltami. Tu, rimetti in moto la testa intanto, va bene? che io, intanto là vedrò. Se c'è possibilità, ti faccio fare una domanda, capito, qualcosa. Insomma, non ti intrecciare come le altre volte, insomma, eh!
Giorgio D’Ambrosio: No . no, già sto a studiare ..;
Luigi Panzone : Ma no, studià , vabbò. Tieni solo la coccia in funzione! Tutto qua, insomma!
Giorgio D’Ambrosio : A posto!;


Le successive telefonate rivelano che il 7 settembre Panzone dovrà parlare con un docente suo collega con il quale D’Ambrosio dovrà sostenere un esame.
Dopo la prova l’ex presidente Ato chiama Panzone rassicurando che secondo lui «pensa di meritare ampiamente la promozione».
Panzone lo rassicura ulteriormente affermando che è ha conoscenza che il suo collega non darà nella giornata i risultati e che comunque «ci ho parlato stamattina, stava nella sua stanza».
In effetti D’Ambrosio supererà l’esame in questione (prova scritta) con la votazione di 22/30.

Luigi Panzone: Allora?
Giorgio D’Ambrosio: penso di meritare ampiamente la promozione, perché secondo me, le ultime le ho azzeccate tutte, penso!
Luigi Panzone: Sei bravissimo, fratello.
Giorgio D’Ambrosio: E il resto, mò, vediamo, mò, mò…
Luigi Panzone: Ma questo, non dà i risultati oggi, mi hanno detto.
Giorgio D’Ambrosio: No, lo fa…Si verbalizza lunedì, quindi ha detto di andare sul sito. Ma non c’era lui, c’era l’assistente, stamattina.
Luigi Panzone: Vattene a casa, dai. Mò, vado a vedere dove cazzo è andato a mettersi. Ci ho parlato stamattina, stava nella sua stanza!
Giorgio D’Ambrosio: Ma lui…a oggi, è venuto l’assistente, uno spilungone!
Luigi Panzone: Eh, va beh. Lui, stava nella sua stanza, ci ho parlato io, stamattina alle dieci meno cinque, dieci meno dieci.
Giorgio D’Ambrosio: Mò, correggono con calma, lo mettono sul sito e verbalizzano da lunedì.
Luigi Panzone: Vattene a casa. Io, domani rivado da quest’imbecille.
Giorgio D’Ambrosio: A posto! Ciao.
Luigi Panzone: Dai, fratello!


L’ULTIMO ESAME: «GLI STRONZI VANNO PUNTELLATI DOVE MERITANO»

Nel frattempo D’Ambrosio si attiva nuovamente con il professor Panzone in vista dell’esame che dovrà sostenere il 16 settembre successivo con un altro decente. Si tratta dell’ultimo esame rimasto da fare.
«La conversazione (intercettata, ndr)» annota la Digos, «conferma la continua opera di Panzone nel favorire il D’Ambrosio, anche in prove d’esame che dovrà sostenere con altri docenti, e rivela una gestione allargata di tali favoritismi a persone terze.
Il 13 settembre 2010, lunedì, il docente chiama D’Ambrosio rassicurandolo sul fatto che sebbene lui per giovedì (giornata d’esame) non ci sarà, lo lascerà affidato al suo assistente.
«I dialoghi successivi dimostreranno come Luigi Panzone, non presente fisicamente in Pescara (poiché in Israele), abbia influito vanamente con il docente. Avuta notizia da parte di D’Ambrosio di non aver superato l’esame poiché ha consegnato il compito in bianco (materia d’esame scritta), manifesterà la propria ira e il proprio dissenso», scrivono gli invetigatori.
«Ciò che dai dialoghi intercettati traspare», si legge ancora nella relazione della Digos, «è l’assoluto senso di dominio e potere che egli manifesta all’interno dell’Università D’Annunzio apostrofando il proprio collega con epiteti ed affermando che provvederà a punirlo severamente».

Giorgio D’Ambrosio: Professore, buongiorno!
Luigi Panzone: Fratello allora, non mi hai fatto sapere niente. Buongiorno, a te!
Giorgio D’Ambrosio: Buongiorno! E’ andata male! Un compito difficilissimo, si sono alzati in tanti, anch’io, l’ho consegnato in bianco. E mò, ci facciamo…(parla velocemente) …ci mettiamo a studiare, buono, il 16 (sedici) dicembre, centriamo l’obiettivo, dai! Pronto!
Luigi Panzone: Uhm…ma tu, hai visto anche i risultati?
Giorgio D’Ambrosio: No, no, i risultati non ci sono andati a vederli.
Luigi panzone: Ah, non ci sei andato a vederli.
Giorgio D’Ambrosio: No.
Luigi Panzone: Uhm…tu, li hai, tu li hai, lo hai consegnato subito, il compito, all’istante?
Giorgio D’Ambrosio: N0, no, no, no, no, no, no, no. Dopo una ventina di minuti.
Luigi Panzone: Eh…e quindi, i risultati, non sei andato a vederli. Chi c’era insieme a lui a fare questo esame?
Giorgio D’Ambrosio: Due ragazzotti!
Luigi Panzone: Uh, va bene! Ma questo signore, non lo sa che lui, adesso, ha preso l’abbonamento per un patibolo nei prossimi anni?
Giorgio D’Ambrosio: No, a me appena, appena, neanche mi ha salutato!
Luigi Panzone: Uh..uh…Questo, è uno che va punito severamente, Giorgio! Ricordatelo pure tu, però perché gli stronzi devono, devono essere puntellati dove meritano! Eh? Okay, fratello!


Alessandra Lotti