IL DELITTO

Neonato scomparso, Cassazione: «la mamma resti in carcere»

Katia Reginella dovrà restare nel penitenziario in attesa del processo

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Neonato scomparso, Cassazione: «la mamma resti in carcere»
ASCOLI PICENO. La corte di Cassazione, prima sezione penale, ha respinto il ricorso proposto da Katia Reginella contro l'ultima ordinanza di custodia cautelare a suo carico.

La donna teramana, in carcere dal luglio 2011, è in attesa di processo insieme al marito Denny Pruscino per l'omicidio volontario del piccolo Jason, il figlio di appena due mesi avuto da un'altra relazione sentimentale, e l'occultamento del cadavere del bimbo, scomparso nel giugno scorso da Folignano (Ascoli Piceno), e mai ritrovato. Il processo ai due coniugi si aprirà il 17 settembre davanti alla corte d'Assise di Macerata. Il pg della Cassazione aveva concluso per una riqualificazione del ricorso diretto come "riesame", fase processuale saltata dal difensore della Reginella, l'avvocato Vincenzo Di Nanna.
Il ricorso diretto, proposto in base all'art. 311 comma 2 del Codice di procedura penale, consente un giudizio limitato alla verifica delle violazioni di legge, lasciando impregiudicato il merito, ovvero la possibilità di accertare nel corso del processo (che deve essere ancora celebrato), l'estraneità dell'imputata ai fatti, quanto meno in relazione all'accusa di concorso in omicidio.
Finora Di Nanna non ha potuto chiedere gli arresti domiciliari per l'indisponibilità di un'abitazione in cui ospitare l'imputata «che, purtroppo - ricorda il legale - versa in una condizione di assoluta indigenza».
«Chi sinora ha giudicato Katia - afferma Di Nanna - non ha purtroppo saputo comprendere il dramma di una madre che è stata costretta ad assistere al brutale omicidio del figlioletto».
 Secondo Katia Reginella infatti, sarebbe stato Pruscino, da solo, a uccidere Jason, perché piangeva troppo.