L'INCHIESTA

Concorso vinto dalla moglie di Pagano: gli indagati non rispondono

Telefonate e sms tra la vincitrice e la commissione

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Concorso vinto dalla moglie di Pagano: gli indagati non rispondono
PESCARA. Nessuna risposta, almeno fino a quando non avranno visto le carte in mano alla procura di Pescara.

Così ieri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tre componenti della commissione d'esame della Asl di Pescara Antonio Caponetti, Giancarlo Diodati e Carla Granchelli, indagati per abuso d'ufficio nell'ambito della vicenda riguardante un concorso per il posto, a tempo determinato, di dirigente medico nel servizio di Igiene, epidemiologia e sanità, vinto dal medico Graziella Soldato (non indagata), moglie del presidente del consiglio regionale Nazario Pagano.
I tre dirigenti della Asl hanno preferito non rispondere alle domande degli investigatori della Squadra mobile, ma il loro legale, l'avvocato Federico Squartecchia, ha detto che, dopo aver visionato le carte, i suoi assistiti chiederanno al pm titolare dell'inchiesta Mirvana Di Serio di essere interrogati.
Le indagini sono partite a seguito dell'esposto di Fausto Di Nisio, ex presidente del collegio sindacale della Asl e consigliere comunale dell'Idv fino a ieri, quando è uscito dal gruppo.
A questo punto le indagini si avviano verso la chiusura così da poter dar modo agli indagati di visionare tutta la documentazione in possesso dell’accusa e nello specifico quella inerente il traffico telefonico tra i membri della commissione e la vincitrice.


LE TELEFONATE CON I MEMBRI DELLA COMMISSIONE
La Squadra Mobile ha potuto appurare, infatti, che Graziella Soldato intratteneva rapporti con tutti i componenti della commissione del concorso.
In particolare è emerso che dal 15 febbraio 2010 al 31 marzo 2010, il telefono della consorte di Pagano ha chiamato e ricevuto telefonate ed sms con i tre e per la precisione 29 telefonate di Antonio Caponetti (ma non il giorno della prova), 7 telefonate con Giancarlo Diodati (ma non il giorno della prova), 14 conversazioni con Carla Granchelli e ben due telefonate il giorno della prova del concorso (tra le 14:33 e le14:38) e 6 sms (dalle ore 15:30 alle ore 15:34).
Ma la procura contesta anche la mancanza di una dichiarazione di non incompatibilità firmata da ogni membro che attesti di non avere conflitti o interessi o relazioni con i partecipanti del concorso. Questa dichiarazione manca agli atti del concorso da dirigente medico vinto dalla Soldato mentre è presente in moltissime altre procedure della Asl di Pescara.
Gli inquirenti hanno però accertato che almeno un membro della commissione era stata relatrice della tesi di almeno due partecipanti al concorso. L’abuso si sarebbe concretizzato poi con un illecito vantaggio economico in capo alla vincitrice del concorso per oltre 45mila euro. 


LA DENUNCIA DI DI NISIO
Il consigliere comunale ed allora revisore dei conti della Asl ha fornito nel 2010 una corposa documentazione alla procura aggiungendo anche ulteriori dettagli sulla vicenda.
Intanto informò la polizia che Antonio Caponetti, nonché presidente per quella commissione esaminatrice, era amico del presidente del consiglio Nazario Pagano (la procura però non ha trovato conferme nei tabulati telefonici). Di Nisio raccontò anche di averne parlato con il dirigente Vero Michitelli illustrando a lui il problema della possibile incompatibilità dei membri della commissione ma Michitelli rispose a Di Nisio che per ragioni di velocità non si fece molto caso a quella norma.
Di Nisio poi riferì che quel concorso era stato formalmente autorizzato dal manager Asl D’Amario e che poi non venne più riconfermato nel ruolo di revisore dei conti. Ne seguì poi un duro scontro tra i due culminato in una serie di azioni giudiziarie.


Alessandro Biancardi