TERREMOTO E GIUSTIZIA

Terremoto, crollo edificio via XX settembre, 5 rinvii a giudizio

Al civico 79 ci furono 9 morti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3817

Terremoto, crollo edificio via XX settembre, 5 rinvii a giudizio
L’AQUILA. Svolta nell'inchiesta sul crollo del condominio al civico 79 di via XX Settembre, uno dei piu' gravi con nove morti.

«Cedimento delle fondazioni», «errori di progetto», «errori costruttivi», «materiali scadenti ed interventi errati di manutenzione». Ecco perchè, dice l'accusa, il palazzo sprofondò e in quell'inferno persero la vita nove persone.
Sono 5 i rinviati a giudizio tra loro costruttori e progettisti di un edificio sorto accanto a quello crollato. I garage di quel nuovo fabbricato, edificato sulle ceneri di un vecchio palazzo, avrebbero indebolito l'ala nord della vicina casa crollata: questa l'ipotesi su cui hanno insistito nell'odierna udienza preliminare, il pm titolare dell'inchiesta, Fabio Picuti e le stesse parti civili, dinanzi il Gup del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella.
A processo i costruttori Francesco Laurini, 55 anni, di Magliano dei Marsi, co-amministratore della società Belvedere proprietaria e committente dei lavori, e Armido Frezza, di 64 anni aquilano, socio di Laurini, ex presidente Ance e impegnato nella ricostruzione.
Affronteranno il processo anche Diego Scoccia di 56 anni, di Rocca di Mezzo, progettista e direttore dei lavori, Pietro Paoloni di 57 anni di Rocca di Mezzo, anche lui progettista architettonico e direttore dei lavori e infine Enrico De Cristoforo di 56 anni di Avezzano, collaudatore statico.
Nella fase di chiusura della indagini preliminari erano usciti dall'indagine il funzionario comunale Renato Amorosi che aveva firmato la concessione edilizia nel 2004 per autorizzare quei lavori e Luigi Giuseppe Maria Bonifacio che firmò la relazione geologica.
In via XX settembre 79 tra gli altri sono morte la moglie e le due figlie dell'avvocato aquilano Maurizio Cora e la giovane e brillante studentessa di ingegneria Giulia Carnevale, dai cui elaborati ritrovati nelle sua stanza, sono state costruite due strutture pubbliche ad Onna.
Secondo la Procura della Repubblica i lavori inerenti al palazzo di recente costruzione, in particolare quelli di scavo per la realizzazione ex novo al piano seminterrato e interrato di garage «influivano casualmente quale concausa sul crollo parziale dell'edificio confinante, avendo amplificato le accelerazioni derivanti dall'azione sismica e conseguentemente lo scuotimento del suolo e gli spostamenti del terreno, in occasione della scossa di terremoto dello scorso 6 aprile».
La Procura ha citato nell'inchiesta anche quattro persone decedute che furono coinvolte nella realizzazione dello stabile di via XX Settembre 79, risalente al 1963: si tratta di Domenico Cioni (deceduto nel 2002) e Angelo Berardi (deceduto nel 2001), titolare dell'impresa Cioni Berardi, committente ed esecutrice dei lavori, Alfredo Cortelli (deceduto nel 1981), progettista dell'architettonico e direttore dei lavori, e Salvatore Cimino, deceduto nel 2000, redattore dei calcoli di stabilità e direttore dei lavori strutturali. Per i quattro deceduti i provvedimenti sono stati notificati agli eredi e riguardano soltanto eventuali azioni di risarcimento danni in sede civile da parte dei familiari delle vittime e dei feriti.