LA SENTENZA

Arresto sindaco e assessore Magliano: la Cassazione annulla misure cautelari

I due amministratori sono stati coinvolti nell’inchiesta Penelope

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3272

Arresto sindaco e assessore Magliano: la Cassazione annulla misure cautelari
MAGLIANO DEI MARSI. Tirano un respiro di sollievo il sindaco di Magliano dei Marsi, Gianfranco Iacoboni, e l’assessore, Angelo Iacomini, davanti alla sentenza della Corte di Cassazione del 31 maggio che dichiara la totale inammissibilità del ricorso presentato dalla Procura distrettuale antimafia de L’Aquila.

Con questa pronuncia i giudici supremi confermano quanto già espresso in sede di riesame dichiarando immotivate le misure cautelari nei loro confronti.
I due amministratori sono finiti agli arresti domiciliari il primo marzo insieme ai fratelli Sergio e Franco Celi, originari di Massa d'Albe, imprenditori titolari della Celi calcestruzzi, nell'ambito dell'inchiesta Penelope coordinata dalla Distrettuale antimafia de L’Aquila. Le ipotesi di reato a loro carico vanno dalla corruzione, al furto aggravato, alla truffa, alla violazione delle leggi ambientali, al falso ed abuso d'ufficio.
A seguito dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giuseppe Romano Gargarella, il sindaco e l’assessore di Magliano difesi dagli avvocati, Leonardo Casciere e Antonio Iannucci, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari e con l’obbligo di firma. I due legali hanno fatto ricorso al tribunale del Riesame de L’Aquila che dopo una breve camera di consiglio ha dichiarato l’inammissibilità della misura cautelare.
Contro questo provvedimento la Procura Distrettuale Antimafia ha fatto ricorso alla Cassazione.
«Con questa sentenza», ha dichiarato l’avvocato Iannucci, «la Cassazione ha messo una pietra sopra sulla questione che ebbe a determinare il grave provvedimento restrittivo, oggi, come allora del tutto immotivato, con dichiarazione di inammissibilità totale del ricorso spiegato dalla Procura distrettuale antimafia del capoluogo abruzzese».
Il legale ha poi precisato che la pronuncia dei giudici non è sul merito della vicenda che verrà ancora affrontata nelle sedi giudiziarie opportune. Intanto però con una pronuncia della Cassazione la strada del processo per la procura è in salita. Prossima tappa l'udienza davanti al gup per la decisione dell'eventuale rinvio a giudizio.