IL CASO

Ricostruzione, il Comune dell’Aquila copia e incolla i progetti dell’Università

Srour: «l’assessore spieghi»

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Ricostruzione, il Comune dell’Aquila copia e incolla i progetti dell’Università
L’AQUILA. Prendi un progetto (fatto da altri) che ti piace, copialo e fallo diventare tuo, sperando che chi lo ha creato non se ne accorga mai.

Quasi impossibile nell’era di internet, ancor più impossibile quando il progetto copiato e incollato viene pubblicato su un sito internet e facilmente rintracciabile dal legittimo proprietario.
Sarebbe andata proprio così a L’Aquila: il dipartimento di Costruzioni e restauro dell’Università di Firenze si è accorto che nel capoluogo qualcuno ha preso i progetti e li ha copiati appropriandosene.
«Nel prendere visione degli elaborati del Piano di Ricostruzione», scrivono il direttore del Dipartimento Mario Di Stefano e il responsabile scientifico Giuseppe Centauro, «abbiamo dovuto purtroppo rilevare l'incredibile operazione di "copia e incolla" effettuata dall'Assessorato alla Ricostruzione ai danni di questo Dipartirmento».
Da Firenze assicurano che il tutto è stato fatto senza autorizzazione e non si esclude la possibilità di denunciare l’amministrazione pubblica per appropriazione di produzione intellettuale, «in quanto l'utilizzo è stato effettuato in assenza di qualsiasi condivisione e autorizzazione degli autori trascurando persino una doverosa informazione al lettore».
Ma Di Stefano e Centauro parlano anche di «superficialità dell'introduzione nel Piano» che determinerebbero «equivoci interpretativi». A rendere pubblica la nota è stato il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis che ha chiesto le dimissioni dell’assessore Pietro Di Stefano.
De Matteis ha anche ha spiegato che l’Università di Firenze già nei mesi scorsi avrebbe denunciato quanto accaduto al sindaco Cialente senza però mai ricevere risposta. «Ci piacerebbe sapere - prosegue il leader dell'opposizione - cosa stanno facendo gli undici esperti pagati dal Comune, perché sono stati pagati visto che sono state commesse cose di una gravità inaudita a danno della città».
Mimmo Srour chiede che l’assessore Pietro Di Stefano spieghi quanto accaduto perché «è grave»: «l’università di Firenze ci sta dicendo che disconosce l’elaborato contenuto nel piano riconducendolo ad un saggio per studenti. Prendiamo esempio dall’Emilia che ha da subito pensato all’economia e non ci meravigliamo quando il presidente Errani prende ad esempio L’Aquila unicamente per scongiurare le lentezze delle autonomie locali. Mi spiace - chiosa Srour - che questa amministrazione sarà ricordata nella storia per ciò che non ha fatto o fatto male. Il danno che hanno prodotto a tre anni e mezzo dal terremoto, rischia di superare quello del terremoto».