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Porto Pescara: Confcommercio si appella a Napolitano

«Danni ingenti presenti e futuri»

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Porto Pescara: Confcommercio si appella a Napolitano
PESCARA. La situazione è drammatica e con il passare dei giorni non ci sono novità né segnali di speranza.



Decine di appelli sono stati lanciati ma la soluzione è ancora lontana.

Un «accorato appello per la risoluzione del mancato dragaggio dei fondali del porto di Pescara» e' stato rivolto oggi al Capo dello Stato dal presidente della Confcommercio Ezio Ardizzi con la speranza che qualcosa si sblocchi.

Dopo aver interessato i massimi rappresentanti del Governo e delle Istituzioni locali e regionali l’esponente dell’associazione di categoria si rivolge alla piu' alta carica dello Stato Italiano un accorato appello in merito alla problematica che riguarda da vicino la citta' di Pescara e l'intera collettivita'.
«Ci rendiamo conto che ben altre e piu' importanti questioni la impegnano quotidianamente», scrive Ardizzi nella lettera, «e ad ogni ora, in special modo a fronte degli ultimi drammatici accadimenti che hanno riguardato l'Emilia Romagna, e che purtroppo ci hanno richiamato alla memoria la devastante catastrofe che ha colpito L'Aquila solo tre anni fa. Tuttavia, proprio al fine di evitare ogni possibile ulteriore danno, facciamo leva sulla Sua sensibilita' affinche' possano individuarsi tutte le misure e le soluzioni atte a porre rimedio alla incresciosa situazione che interessa il Porto di Pescara. Quest'ultimo - spiega Ardizzi nella lettera - necessita infatti da tempo di un'improcrastinabile opera di dragaggio dei fondali i quali, a fronte del successivo accumularsi di detriti e sedimenti, non consentono piu' la navigazione neanche a barche di piccolo cabotaggio».
L’esponente della Confcommercio spiega anche che questa situazione determina l'impossibilita' di accesso sia da parte della flotta peschereccia - una delle principali risorse economiche della citta', che da' sostentamento a centinaia di famiglie - sia di navi e/o aliscafi che garantivano precedentemente il collegamento con la Croazia.
 Ardizzi parla anche di danni ingenti - presenti ma soprattutto futuri - dal punto di vista turistico, da quello commerciale, ma in special modo da quello sociale. «Ma cio' che piu' preoccupa e' il possibile rischio di esondazioni e straripamenti in caso di piogge persistenti, in quanto la densita' dei detriti accumulatisi, ingrossando l'alveo fluviale, ha portato il livello dell'acqua a ridosso degli argini». Facile quindi immaginare cosa potrebbe accadere se eccezionali eventi atmosferici, riversando quantita' di acqua piovana non piu' in grado di essere assorbita, dovessero determinare la piena del fiume, che gia' la nostra citta' fu costretta a subire nell'aprile del 1992.
«Senza addentrarci nelle grottesche vicende che fino ad oggi hanno di fatto impedito il corretto svolgimento dei lavori di dragaggio - si legge ancora nell'appello - questi ultimi si rendono oggi piu' che mai indispensabili, al fine di scongiurare una catastrofe ambientale ed economica attraverso la prevenzione, che come recita il noto detto e' meglio della cura. Invochiamo pertanto un Suo interessamento affinche' possano essere superati gli intoppi e le lungaggini burocratiche, nonche' lo stantio rimbalzo di responsabilita' da parte dei soggetti istituzionali competenti, che fino ad oggi hanno reso impossibile l'opera di dragaggio e pulizia dei fondali».