GIUSTIZIA

Processo contro il sindaco De Vico, Scarfagna parte civile al posto del Comune

Il gup ha detto sì, un caso che può fungere da apripista

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Romano Scarfagna

Romano Scarfagna

FARINDOLA. Un caso che potrebbe fare scuole in Abruzzo e aprire nuovi scenari in quei comuni colpiti da inchieste giudiziarie che coinvolgono amministratori pubblici.

Il tribuinale di Pescara, nell’udienza dell’8 maggio scorso presieduta dal Giudice dell’Udienza Preliminare, ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile, in difesa della tutela dell’immagine del Comune di Farindola e per il risarcimento danni a favore della comunità farindolese.
A proporre la costituzione di parte civile non è stato il Comune (il sindaco è tra gli imputati e il Consiglio ha votato no) ma l’onorevole Romano Scarfagna che si è sostituito all'ente pubblico sfruttando una legge che permette proprio la costituzione di parte civile in subordine a qualunque cittadino nel caso in cui l'amministrazione protempore non lo faccia.
I cittadini e Farindola saranno dunque parte civile nell’ambito del procedimento penale che riguarda l'hotel Rigopiano e coinvolge la passata amministrazione tra cui anche l'attuale sindaco Antonello De Vico.
Il gup, infatti, ha ritenuto che quest’ultimo agisse nell’interesse del Comune di Farindola e dei Farindolesi.
«I consiglieri comunali che hanno detto no alla costituzione sono risultati, alla luce dei fatti, degli improvvisatori con scarsa competenza e dotati anche di poco buon senso», commenta Scarfagna. «Farindola deve essere amministrata nella legalità e devono essere ripristinati comportamenti trasparenti e i cittadini devono poter disporre di un palazzo comunale che sia di tutti e non di pochi». 


La costituzione di parte civile permette di ricevere un risarcimento del danno nel caso in cui il processo penale dovesse ravvisare responsabilità in capo agli indagati che oltre alla pena dovranno preoccuparsi di pagare quanto il giudice dovesse stabilire.
Non è la prima volta che una maggioranza in Consiglio comunale decide di non far costituire il Comune (istituzione) in un processo che vede il primo cittadino indagato. E' successo per esempio anche a Montesilvano dove però nessuna associazione o privato cittadino ha pensato di fare quello che a Farindola si è fatto.
«E’ mia ferma intenzione», commenta ancora Scarfagna, «riportare a Farindola una buona, sana e corretta amministrazione! Il sindaco De Vico trascorre ormai troppo tempo nei tribunali e non può sempre affermare di essere una vittima»
Il giudice dell’udienza preliminare ha fissato la prossima udienza per il giorno 3 luglio 2012, dove l’onorevole Scarfagna sarà presente quale parte offesa, in rappresentanza di tutti i cittadini farindolesi. «Anche per quelli che non hanno mai simpatizzato per me», commenta.
«L’assurdo è che io continuo a difendere i soggetti che non sono stati retribuiti dalla Srl Del Rosso quali: i lavoratori, le imprese, i commercianti ed altri soggetti creditori, compreso il Comune quale ente danneggiato. Invece il sindaco e gli altri amministratori della vecchia maggioranza, imputati per corruzione, si oppongono con provvedimenti ufficiali ostacolando la difesa tali diritti».