SANITA'

Asl Pescara, salta il progetto “codici bianchi”

Secondo il sindacato sarebbe tutta colpa del «caos in cui versa la sanità abruzzese»

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Asl Pescara, salta il progetto “codici bianchi”
PESCARA. Salta progetto “codici bianchi” che prevedeva la collaborazione dei medici di medicina generale e di continuità assistenziale per assistere i malati meno gravi ed il Pronto soccorso di Pescara torna di nuovo nel caos.

 Facile infatti prevedere sovraffollamento, attese chilometriche e stress lavorativo per gli operatori. Un innovativo progetto realizzato dalla Asl di Pescara con i fondi per i progetti prioritari del Servizio sanitario nazionale per circa due anni ha consentito di abbattere quasi completamente i tempi di attesa per i pazienti in codice bianco che si rivolgevano al Pronto soccorso di Pescara. Infatti questi malati non andavano ad ingolfare l’assistenza degli altri codici e tutto questo aveva provocato positive ricadute in termini di riduzione dei tempi di attesa anche per i codici verdi e gialli, in quanto i medici strutturati del Pronto soccorso erano impegnati esclusivamente per i pazienti affetti da patologie più gravi. I medici che avevano aderito al progetto effettuavano  turnazioni garantendo la presenza di uno di loro dalle 8 del mattino alle 23. Il paziente, dopo la valutazione della sua malattia, veniva visitato e – se necessario – era sottoposto alle indagini e alle consulenze che la patologia in atto richiedeva.
Il tutto avveniva in tempi rapidissimi e in poco tempo ha consentito di annullare l’usuale congestione del servizio in Pronto soccorso. Ora la sospensione del progetto rischia di far tornare nel caos il Pronto soccorso. 


«Tutta colpa del caos e dello stato di abbandono in cui versa la sanità abruzzese – dichiara Silvio Basile, presidente regionale Smi, sindacato medici italiani – dopo le dimissioni del sub commissario Giovanna Baraldi sono riprese le lotte intestine nelle varie sedi e l’opera di restaurazione messa in atto da qualcuno dopo l’uscita di scena  del sub commissario. Siamo alla paralisi totale – continua Basile - nessuno  assume decisioni per affrontare criticità e risolvere problemi che gli operatori ogni giorno si trovano a combattere come soldati lasciati soli al fronte senza comando. Così i medici  sono costretti a fronteggiare le giuste richieste dei malati che non trovano adeguate risposte. Il governatore che  in più occasioni ha parlato di poteri forti, lamentandosi per i danni che arrecano, ma senza poi fare nulla, resta immobile e non mette in campo un’efficace azione di contrasto per affrontare e risolvere i problemi».
 Ora il problema dei fondi per i progetti prioritari sarà una delle prime grane che il nuovo sub commissario appena nominato dovrà risolvere.
«Resta comunque – conclude Basile -l’apprezzamento per tutto il personale del Pronto soccorso (dal primario agli infermieri) fonte inesauribile di saperi e professionalità».