IN COMUNE

Spoltore, Febo: «massima chiarezza sulla vicenda Arca»

Le grane per il nuovo sindaco. Dubbi sulla restituzione delle somme indebitamente percepite dai consiglieri

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Gli eletti in consiglio

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SPOLTORE. Dopo l’elezione a sindaco arrivano i primi problemi da risolvere per Luciano Di Lorito. Francesco Tartaglione, responsabile di Spoltore Libera ritira fuori la vicenda della restituzione, da parte di ex consiglieri comunali (alcuni presenti attualmente anche nella maggioranza di governo) di somme di migliaia di euro indebitamente percepite.

La questione ha avuto origine con due determine, la prima datata 2002 e la seconda 2007. Con questi documenti l’indennità del primo cittadino è stata equiparata a quella del segretario regionale. Ma la modifica, ha provocato, come logica conseguenza, anche gli aumenti di tutti gli altri amministratori pubblici che oggi devono mettere mano al portafogli.
«A tutt’oggi», sostiene Tartaglione, «non sono ancora state restituite». Di tutt’altro avviso il sindaco che assicura: «chi doveva pagare lo ha fatto, nel pieno rispetto delle regole. Inoltre, farò in modo che tutti gli ex consiglieri sanino il loro debito». In totale circa 450 mila euro (ex sindaci compresi)».
Il responsabile di Spoltore Libera solleva dubbi anche sulla convocazione del primo consiglio comunale: «la proclamazione è avvenuta il 14 maggio e la legge stabilisce che la convocazione va effettuata dieci giorni dopo. Non sappiamo se la data del 7 giugno indicata come giorno del primo Consiglio sia regolare e ricordiamo che vi possono partecipare solo coloro che sono stati validamente proclamati eletti e non coloro
che subentrano per surroga.
Ma anche su questo punto Di Lorito tranquillizza gli animi: «La nostra maggioranza, voluta dai cittadini di Spoltore, è legittimata a governare sia per quanto riguarda le somme dovute, sia per quanto concerne la corretta data fissata per il primo Consiglio comunale».


Marina Febo, ex candidata sindaco e oggi consigliera d’opposizione chiede invece «massima trasparenza» sulla vicenda Arca.
Il Tar ha infatti accolto il ricorso della proprietà del centro commerciale-direzionale Arca contro una serie di provvedimenti con i quali il Comune di Spoltore respingeva le domande di permesso a costruire presentate dalla detta società. «Oggi quei nodi pochi chiari, che denunciavo in campagna elettorale, vengono al pettine», sostiene Febo: «da una parte una sentenza che da ragione agli imprenditori che potranno costruire altre volumetrie, con tanto di richiesta risarcitoria milionaria ai danni delle casse comunali, quindi una vera e propria mazzata per le tasche di noi cittadini; dall’altra il neosindaco che si dice “disponibile ad aprire un confronto rispetto a chi può costituire una risorsa per Spoltore” che tradotto significa: ancora cemento. Arriveranno altre palazzine, villette e centri direzionali per una superficie di circa 15mila metri quadri ma, nel frattempo, non c’è traccia né del verde né di quel campo sportivo attesi da anni».
Febo in qualità di candidato sindaco nelle scorse settimane aveva presentato una richiesta di accesso agli atti relativi all'intera vicenda Arca, che le era stata rifiutata per assenza di «interesse qualificato».
«Adesso», annuncia, «come consigliere comunale ho il diritto di visionare tutti gli atti e aspetto che gli uffici comunali mi consegnino tutta la documentazione relativa alla vicenda Arca. Ora si passa dalle parole della campagna elettorale ai fatti: come esponente dell’opposizione intendo fare massima luce su una vicenda amministrativa che presenta aspetti poco chiari».