AMBIENTE E ENERGIA

Impianto pet-coke ad Ortona, martedì la valutazione ambientale

Il Wwf chiede l’intervento del sindaco Vincenzo D’Ottavio

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 Impianto pet-coke ad Ortona, martedì la valutazione ambientale
ORTONA. Respinge con forza l’idea di un nuovo impianto di petcoke ad Ortona e fa appello al neo eletto sindaco D’Ottavio perché faccia qualcosa.

Il Wwf Zona Frentana e Costa Teatina,vive con ansia l’appuntamento di martedì 5 giugno a L’Aquila, quando la proposta di un nuovo impianto di pet coke sarà sottoposta alla valutazione di assoggettabilità, in luogo della più severa valutazione di impatto ambientale.
Il progetto è stato avanzata della ditta Bonfera srl di cui è anche socio l’ ex sindaco di Ortona Nicola Fratino. Il nascituro sito di stoccaggio dovrebbe collocarsi direttamente sul porto: banchina di Riva Vecchia, all'interno di uno dei 4 capannoni che occuperanno 2.450 mq complessivi e tratterà il pertcoke (quel materiale che gli stessi petrolieri chiamano “la feccia del petrolio” per le sue intrinseche potenzialità inquinanti). Il tonnellaggio stoccato dal nuovo impianto sarà come quello previsto dal progetto già approvato ed operativo in contrada Tamarete della F.lli Nervegna Autotrasporti s.rl.: 75.000 tonnellate di petrolio-carbone l'anno.
Le 75.000 tonnellate di petrolio-carbone l'anno previsti ciascuno nei due progetti Nervegna e Buonefra, secondo il Wwf, consentono agli stessi di essere sottoposti alla semplice Valutazione di Assoggettabilità, esentando i progetti dall'essere valutati dalla più severa Via (Valutazione di Impatto Ambientale). Secondo il Wwf, dunque, sarebbe bastato dividere in due uno stesso progetto per evitare la Via, essendo i 2 progetti preliminari, Buonefra e Nervegna, «sostanzialmente identici, identico è il relatore, e tra le società proponenti esistono forti collaborazioni».
Per scongiurare questo ulteriore il comitato ambientalista ha chiesto al nuovo sindaco di presenziare a L’Aquila, alla commissione di Valutazione di Impatto Ambientale, facendo immediata richiesta di audizione presso la direzione competente, al fine di poter dichiarare in maniera inequivocabile che il porto di Ortona è un porto turistico commerciale e non industriale, «come invece arbitrariamente dichiarato dalla stessa ditta Bonfera».