TERREMOTO E GIUSTIZIA

Legge pro sisma? Pezzopane: «grave omertà del commissario Chiodi»

Dalle indagini è emerso che serviva per arricchire i signori del gioco d’azzardo

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Legge pro sisma? Pezzopane: «grave omertà del commissario Chiodi»
L’AQUILA. Una legge approvata dal Parlamento per aiutare le popolazioni dell'Abruzzo colpite dal sisma sarebbe stata in realtà 'disegnata' su misura per arricchire i signori del gioco d'azzardo.

E' un risvolto che è emerso nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Massimo Ponzellini, attuale presidente di Impregilo ed ex numero uno di Bpm.
Ponzellini è finito ai domiciliari perchè avrebbe incassato quasi sei milioni per concedere i prestiti della Bpm alle imprese con cui aveva rapporti 'privilegiati'.
Il capo d'accusa principale riguarda i 150 milioni erogati dalla banca milanese ad Atlantis, società specializzata in macchinette per videopoker e scommesse controllata da Francesco Corallo. Proprio alla società di Corallo fa riferimento la vicenda della legge 'ad hoc'.
A presentare Corallo a Ponzellini, secondo la procura, è stato il deputato del Pdl Marco Milanese, all'epoca dei fatti sottosegretario all'Economia. Milanese è relatore del disegno di legge che poco dopo il terremoto in Abruzzo autorizza l'utilizzo nei locali pubblici di macchine per videopoker digitali di ultima generazione.
La norma venne presentata come il modo per agevolare le entrare fiscali per aiutare le popolazioni abruzzesi perchè lo Stato trattiene una quota significativa delle scommesse. Per i pm il testo della norma venne scritto direttamente nello studio Mag, una struttura privata specializzata nelle norme sui monopoli e sui giochi, che lavorava per l'Atlantis di Corallo.
Per questa vicenda Milanese è indagato per corruzione. Proprio il legale rappresentante della Mag, Guido Marino, interrogato dai pm, collega "il superamento degli ostacoli politici" per fare approvare questa legge a "un determinante intervento dell'onorevole Milanese". 


PEZZOPANE: «GRAVE OMERTA’ DI CHIODI»
E in Abruzzo questa notizia ha fatto discutere. Stefania Pezzopane ha annunciato che invierà alla Procura di Milano le varie note inoltrate in questi anni «con le poche e omertose risposte» ottenute sulla vicenda dei fondi dei giochi per la ricostruzione dell'Aquila.
«L'ennesima beffa per L'Aquila - accusa Pezzopane- avvenuta evidentemente anche grazie ai silenzi e alle omertà del Commissario Chiodi, che non ha mai risposto alle mie richieste di informazioni e di tutti quelli che con la loro distrazione si sono resi complici di una tale vergognosa vicenda».
Il decreto prevedeva che una percentuale delle giocate e delle lotterie fosse destinata alla ricostruzione dell'Aquila, ma dopo tre anni, del milione e 500 mila euro non si trovava traccia. «Eppure fioccavano i comunicati stampa dei Monopoli di Stato», ricorda Pezzopane, «che propagandavano i buoni esiti della raccolta. Fin dal 2010 ho richiesto informazioni e chiarimenti».
La prima richiesta risale al 12 febbraio 2010, la seconda al 3 settembre dello stesso anno e per entrambe nessun Ente «ha mai dato una risposta concreta e precisa». «Le mie sollecitazioni però non si sono mai fermate. Il 15 aprile del 2011 - ricorda Pezzopane - chiesi spiegazioni al Ministero dell'Economia, al Direttore dell'Agenzia delle Entrate, all'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, al Commissario per la ricostruzione e al Capo della Protezione Civile».
Il Direttore dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato rispose (il 20 aprile) ma solo per informare di aver girato la richiesta di informazioni alla Ragioneria Generale dello Stato, competente per materia. Rispose anche il Direttore dell'Agenzia delle Entrate ma per dire che tali notizie andavano chieste all'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.


POI ARRIVA REPORT
«Il 6 giugno 2011 - continua l'assessore - inoltrai un nuovo sollecito, indirizzato oltre che al Ministero dell'Economia, alla Ragioneria dello Stato, all'Agenzia delle Entrate Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, al Commissario per la ricostruzione e al Capo della Protezione Civile».
L'unico a rispondere a giugno 2011 fu il Capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, che affermò che tali risorse non erano mai transitate nel bilancio del Dipartimento della Protezione Civile.
«Dopo tutto ciò ha regnato il silenzio assoluto», assicura Pezzopane, «fino alla trasmissione Report, a cui ebbi modo di partecipare e nella quale denunciai la vicenda e, grazie all'inchiesta giornalistica di Sigfrido Ranucci, venimmo a sapere dal collaboratore di Chiodi, Morgante, che le risorse arrivate a L'Aquila per la ricostruzione erano meno della metà del milione e 500 mila euro previsti dal decreto Abruzzo».
«Alla luce di quanto appreso dai giornali - dichiara ancora la Pezzopane - ritengo che la più grave omertà sia stata quella di Gianni Chiodi che, in veste di Commissario alla ricostruzione, era deputato a far arrivare quei soldi a chi erano destinati. Finalmente, si sta snodando questo gomitolo ed emergono addirittura complicità politiche dell'ex sottosegretario Milanese, relatore del disegno di legge. Ci auguriamo - conclude la Pezzopane - che per i terremotati dell'Emilia Romagna il nuovo Governo tecnico non farà come è stato fatto per noi, e che vi sia un controllo puntuale su ogni centesimo stanziato sia per l'emergenza che per la ricostruzione»