BANCAROTTA

Angelini malato, il processo per bancarotta slitta a luglio

Decisa una perizia sulla gravità della malattia

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Mennini, Menna, Ivone

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CHIETI. «Ma insomma, sono quattro volte che salta il processo e sempre per malattie a ridosso dell’udienza»: così alla fine è esploso Pietro Mennini, procuratore della Repubblica di Chieti, dopo che ieri l’udienza per bancarotta a carico di Enzo Angelini è stata spostata al 6 luglio.

 Infatti un certificato medico presentato dall’ex patron di Villa Pini ha attestato la sua impossibilità ad essere presente. Immediata la replica di Iole Di Bonifacio, giovane  legale che insieme al collega Sergio Menna assiste Angelini: «il mio assistito va rispettato anche come malato». Stop immediato al battibecco tra pm e difesa da parte del presidente del collegio, che aveva appena letto il certificato medico della visita fiscale che confermava i tre giorni di malattia chiesti da Angelini. L’udienza, iniziata poco dopo le 9, è così terminata alle 12,30, quando è stata data lettura del fax del tenente colonnello medico Gianfranco Lappa, inviato d’urgenza visitare Angelini che era stato sottoposto a biopsia.
«Il certificato medico, pervenuto via fax – ha dettato al cancelliere Patrizia Medica, presidente del collegio che è composto anche da Antonella Redaelli e Isabella Allieri - dopo la visita fiscale domiciliare conferma la prognosi decisa a Lanciano (tre giorni di riposo dal 29 maggio). Il Tribunale, accertata la sussistenza dell’impedimento, considerato il disservizio conseguente alla convocazione di numerosi testi anche di fuori regione, al fine di verificare la necessità di predisporre un’eventuale separazione dei procedimenti, al momento rinvia l’udienza al 6 luglio.

La data è stata scelta per non intralciare altri processi (Sanitopoli e Fira, quest’ultimo vicino alla prescrizione). Ma il presidente ha aggiunto anche la decisione di «predisporre una perizia per accertare se c’è l’impedimento finora certificato solo a cavallo dell’udienza». Quindi per il 6 luglio sarà nominato un perito per l’accertamento della natura e della gravità delle malattie di cui ai certificati medici di Angelini. E’ seguito l’appello dei testimoni e l’invito a convocare gli assenti per il 6 luglio prossimo. «Noi siamo presenti diligentemente alle udienze – ha dichiarato Chiara Angelini – insieme a mia madre siamo qui anche noi. Il fatto è che mio padre, proprio per i processi ai quali deve presenziare, ha rinviato un intervento che avrebbe dovuto effettuare prima. Di qui la necessità delle analisi e della biopsia, non c’è nessuna pratica dilatoria». Meno distesi i sostituti pm che accompagnavano Mennini: Andrea Dell’Orso se ne è andato via un pò rabbuiato, Giuseppe Falasca non ha commentato, il procuratore capo si è soffermato a parlare con Anna Maria Sollecito, moglie di Angelini. I testimoni, dopo tre ore di attesa, sono ripartiti stanchi e seccati per l’inutile attesa. E così gli avvocati. Meno disponibile ad ulteriori rinvii è invece apparso il collegio giudicante che, pur facendo lo slalom tra le date degli impegni di ciascuno, è riuscito a fissare l’udienza di luglio.
Sebastiano Calella