GIUSTIZIA

Terremoto, la sentenza: «Bertolaso non diffamò Giuliani»

L‘ex capo della Protezione: «ribaltato il circo mediatico»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2986

Terremoto, la sentenza: «Bertolaso non diffamò Giuliani»
PESCARA. Il tribunale di Pescara ha archiviato la querela che il ricercatore Giampaolo Giuliani aveva presentato nei confronti dell'ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso.

Lo fa sapere lo stesso Bertolaso, dal suo sito internet. Nei giorni precedenti il sisma del 6 aprile 2009 all'Aquila Giuliani aveva lanciato l'allarme sul possibile verificarsi di una forte scossa come in realtà poi avvenne. Su questo si sviluppò una polemica con Bertolaso e nel capoluogo abruzzese c'é ancora un processo in corso alla Commissione grandi rischi.
La sentenza, spiega l'ex capo del Dipartimento, «segna, per la prima volta da più di due anni, un ribaltamento di giudizio sul mio operato, rispetto a quello di condanna emessa dal tribunale/circo mediatico. Mi auguro - aggiunge - che possa aiutare a capire che la via della ricerca del mancato previsore non porta da nessuna parte, mentre è indispensabile che l'attenzione e gli sforzi di tutti si concentrino sui modi e i tempi delle azioni di prevenzione strutturale che da troppo tempo, con una scusa o l'altra, non sono state realizzate».
«Vogliamo vedere quanto spazio i giornali dedicheranno a questa notizia “a mio favore”?», chiede Bertolaso. «Se qualcuno la riporterà, sarà usando una minuscola percentuale delle righe a me dedicate quando si trattava di raccontare di me ogni possibile nefandezza. Non importa», aggiunge. «Mi auguro invece che anche questa sentenza possa aiutare a capire che la via della ricerca del mancato previsore non porta da nessuna parte, mentre è indispensabile che l’attenzione e gli sforzi di tutti si concentrino sui modi e i tempi delle azioni di prevenzione strutturale che da troppo tempo, con una scusa o l’altra, non sono state realizzate».
E Bertolaso parla anche del terremoto che sta colpendo in queste settimane l’Emilia Romagna e un desiderio: «mi piacerebbe registrare la fine della abitudine mediatica di cercare la polemica sulla prevedibilità, di mettersi a caccia della cosa che si poteva fare e di chi poteva farla, all’ultimo minuto, per evitare le morti che oggi piangiamo.
C’è ancora, infatti, chi offre visibilità ai presunti ricercatori che si ostinano a dirsi capaci di prevedere i terremoti».
Per l’ex numero uno della Protezione Civile c’è solo una cosa da fare: «l’unica ricetta da tempo disponibile per ridurre le vittime dei terremoti fino ad azzerarle si chiama prevenzione strutturale, basata sulla mappatura delle caratteristiche sismiche dei nostri territori e sul rispetto di normative antisismiche rigorose sia per le nuove costruzioni che per la messa in sicurezza di quelli esistenti».