GIUSTIZIA

Neonato scomparso, negata la perizia sugli imputati: protestano gli avvocati

Si andrà al processo con il rito normale.

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Neonato scomparso, negata la perizia sugli imputati: protestano gli avvocati
ASCOLI PICENO. Niente perizie per Denny Pruscino e Katia Reginella, i due coniugi di Folignano accusati dell'omicidio volontario del loro figlioletto Jason di due mesi e della distruzione del suo corpicino, mai ritrovato.

 Le hanno chieste con forza i difensori dei due imputati, ma il giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Ascoli Piceno Rita De Angelis non ha voluto sentire ragioni e li ha mandati tutti e due sotto processo, davanti la Corte d'Assise di Macerata il 17 settembre prossimo. Subito scoppia la polemica.
«Il giudice in maniera frettolosa ha respinto le nostre legittime richieste - commenta l'avvocato Vincenzo Di Nanna, difensore della Reginella -. A mio avviso era indispensabile sottoporre a perizia Katia per stabilire la sua idoneità a partecipare a un processo e se era capace di intendere e di volere al momento del fatto».
 Il mancato accoglimento della richiesta ha spinto Di Nanna a rinunciare a chiedere qualsiasi rito alternativo.
«Per me era preliminare sottoporre a perizia Katia. Riproporrò le richieste in sede processuale». Lo stesso faranno i legali di Denny Pruscino, gli avvocati Felice Franchi e Vittorio D'Angelo. «Per noi le perizie erano necessarie, le ribadiremo in processo» ha commentato Franchi che, alla domanda come avesse preso il rinvio a giudizio Denny (presente in tribunale) ha risposto «lui neanche capisce quello che gli sta accadendo». Un'udienza piuttosto vivace, con frequenti scontri e schermaglie. La posizione dei due imputati però non cambia. Si accusano reciprocamente di aver provocato la morte del piccolo che Katia aveva avuto da un'altra relazione, ma che Denny aveva riconosciuto dopo aver sposato la donna. Per i pm Carmine Pirozzoli e Cinzia Piccioni a uccidere materialmente Jason sarebbe stato Denny in un momento di rabbia. Insieme alla moglie si sarebbe poi disfatto del corpicino, quando il bimbo era ancora vivo. La difesa di Denny ha cercato invano di far passare la tesi dell'incidente domestico e quindi dell'omicidio colposo.