AMBIENTE

Snam, i Comitati allarmati: «dal Ministero adempimenti per la stretta finale»

Ambientalisti: «ecco chi sono i cospiratori»

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Snam, i Comitati allarmati: «dal Ministero adempimenti per la stretta finale»
SULMONA. Se il territorio peligno potesse parlare direbbe le parole di Cesare in punto di morte contro il suo attentatore: «tu quoque (proprio tu)».


Lo pensano i Comitati ambientalisti per l’ambiente di Sulmona, di fronte all’ennesima “coltellata” arrivata da Roma sul metanodotto Brindisi-Minerbio di 687 km e centrale di compressione che dovrebbe attraversare il territorio peligno.
Secondo i comitati «una lettera dal Ministero dello Sviluppo Economico datata al 22 maggio a firma del dirigente Concetta Cecere contiene gli adempimenti e le tappe per giungere alla Conferenza dei Servizi, l’ultimo step prima che il progetto abbia inizio».
“La congiura Snam”  è partita, secondo gli ambientalisti, proprio da Roma dove le massime istituzioni hanno partecipato ad un tavolo, il 10 maggio scorso indetto in gran segreto dal sottosegretario dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, per “parlare” di Snam.
E di congiura si parla, sempre secondo i comitati, visto che alcuni dei personaggi presenti sono gli stessi che hanno votato contro il progetto.
La Commissione Ambiente della Camera dei Deputati che, il 26 ottobre dello scorso anno, ha approvato alla unanimità una risoluzione che impegna il Governo a disporre la modifica del tracciato e ad individuare, attraverso un tavolo nazionale, una soluzione alternativa comunque al di fuori della dorsale appenninica così come la Regione Abruzzo ha approvato ben due risoluzioni avverse all’opera. Ma i provvedimenti sembrano passati in secondo piano.
Del progetto originario oggi non rimane più nulla visto che ora, «d’un tratto, si separa arbitrariamente un’opera unica in due distinti iter per cui la centrale di compressione, che fino ad oggi era una struttura a supporto del metanodotto, può vivere da sola diventando improvvisamente una struttura indipendente e con un cambio di finalità: non più quella di spinta del metanodotto, ma quella di pompaggio del gas stoccato nei pozzi di San Salvo».
 
E visto che ora si gioca a carte scoperte i comitati fanno i nomi dei  personaggi «che  hanno voltato e continuano a voltare le spalle al territorio e che dovranno rispondere ai cittadini. Si tratta del Presidente della Regione Gianni Chiodi, degli onorevoli Paola Pelino e Maurizio Scelli, del  Presidente ed il vice-Presidente della provincia Antonio Del Corvo e Antonella Di Nino, del sindaco di Sulmona Fabio Federico e dell’assessore Gianni Cirillo».
 
E’ per loro l’ultimo messaggio del comitato: « prima andate a casa e meglio è per tutti».