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Tarsu, il Codacons alza il tiro contro il Comune di Francavilla

Al momento presentati 15 ricorsi

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Tarsu, il Codacons alza il tiro contro il Comune di Francavilla
FRANCAVILLA AL MARE. Il Codacons Chieti iscrive oggi a ruolo 15 ricorsi davanti alla Commissione Tributaria di Chieti contro il comune di Francavilla al Mare per i solleciti arrivati sulla Tarsu.

Altri saranno iscritti prossimamente. «A maggio dello scorso anno - spiega l’avvocato Vittorio Ruggieri, coordinatore provinciale dell’associazione - nella lettera di impegno sottoscritta dalle parti in campagna elettorale, cioè da noi del Codacons e dal sindaco Antonio Luciani, avevamo messo un punto che prevedeva proprio la rivisitazione della Tarsu, al fine di renderla più equa, adeguandola altresì alle diverse situazioni delle attività economiche e dei cittadini francavillesi. Ad elezioni avvenute abbiamo richiesto ufficialmente l'apertura di un tavolo di conciliazione per discutere di tutti quei casi in cui per errori marchiani veniva richiesto ai francavillesi più di quanto dovuto. Da allora non solo non abbiamo avuto risposta, ma addirittura la situazione è peggiorata».
Negli ultimi cinque anni, analizza l’associazione, la Tarsu delle abitazioni è aumentata di oltre il 50%, mentre quelle delle attività commerciali anche di più. Il servizio della raccolta differenziata non è mai partito e la raccolta differenziata in città viaggia nella media dell'area metropolitana (meno del 20%).
«Sono state applicate tariffe superiori a quelle dovute – riprende il coordinatore - richiesti interessi e sanzioni illegittimi, non sono stati applicati, come si doveva, gli sgravi ad alcune categorie di attività commerciali (alberghi, ristoranti, sale da ballo, ecc..), il tutto in uno scaricabarili tra la Risco (la società riscossione tributi, costituita qualche anno fa tra il comune adriatico e quello di Pianella, alias patto Angelucci-D’Ambrosio) e l'amministrazione comunale di Francavilla giunto ormai ai limiti del ridicolo. Il bello è che tutti i nostri ricorsi sono stati preceduti da istanze di annullamento in autotutela in cui abbiamo chiesto, in assenza della prova dell'invio degli avvisi bonari (quelli, vale a dire, inviati a mezzo lettera semplice) di epurare dai successivi solleciti di pagamento almeno gli interessi e le sanzioni, accordando una rateizzazione come legge prevede (trattasi di quattro rate)». 


«Al di là di molteplici aspetti giuridici che a nostra modesta opinione inficiano gli avvisi - incalza l’avvocato Ruggieri - e che saranno verificati dalla magistratura tributaria, resta il dato politico di un’amministrazione che si rifiuta di dialogare con i cittadini e, nello specifico, con un’associazione (l'unica che in campagna elettorale ha messo la propria faccia invitando i propri iscritti a votare per l'attuale sindaco) che per aver fatto semplicemente notare che alcune cose a Francavilla forse non vanno proprio bene è stata esclusa anche dalla relativa consulta che da anni promuove ella stessa».