IL CASO

Casoli, il Comune più virtuoso d’Abruzzo

Inserito nei magnifici 145 del Ministero dell’Economia

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Sergio De Luca

Sergio De Luca

CASOLI. Ha ridotto l'indebitamento, ha finanziato con proprie risorse la realizzazione di opere pubbliche, ha sempre rispettato il patto di stabilità e ha una buona capacità di riscossione dei propri tributi.

Per tutti questi motivi il Comune di Casoli è stato riconosciuto comune "Virtuoso" insieme ad altri 142 comuni italiani rientrato in una lista stilata dal Ministero dell’Economia; è rientrato in questa speciale classifica nazionale fra tutti quelli che soggiacciono al patto di stabilità interno, cioè che hanno una popolazione di più di 5.000 abitanti.
«Il risultato è già di per sè straordinario», commenta soddisfatto il sindaco Sergio De Luca, «ma lo è per noi ancora di più perchè siamo stati l'unico comune in Abruzzo. Questo risultato che ci riempie di orgoglio e soddisfazione è stato ottenuto per una conduzione delle attività dell'ente volto al rispetto di tutte le regole che sono state prese in considerazione per l'anno 2010, grazie all'attività dell'amministrazione e del responsabile degli uffici finanziari del Comune dott.ssa Giuseppina Verna. In realtà i benefici che ne derivano sono importanti si, perchè semplificheranno la gestione del bilancio nel 2012 in quanto il Comune ha ottenuto di poter avere un saldo pari a zero, a contrario della situazione molto più critica rispetto a prima e analoga ai comuni non virtuosi».
Ma per il sindaco è poca cosa se si pensa alla ingente disponibilità di risorse di oltre € 1.200.000 di avanzo di cui dispone il Comune: «non possiamo metterlo a disposizione dei nostri concittadini realizzandoci le opere che abbiamo già previsto e si potranno prevedere in futuro».
«Io mi unisco», continua De Luca, «a quanto richiedono tutti i comuni d'Italia per il tramite dell'Anci che ha anche certificato che i comuni dispongono di 35 miliardi di euro cash per finanziare e realizzare infrastrutture per cifre pari a quelle somme, ma per il rispetto del patto di stabilità interno, sono tutti bloccati; situazione che fa ridere se si pensa alla fame di sviluppo, ripresa e occupazione che il paese sta chiedendo in questo momento di grave recessione; dire che è un paradosso è dire proprio poco».