LA PROTESTA

Fa lo sciopero della fame per avere trasparenza in Comune: «voglio morire così»

Succede a Pizzoli ed il sindaco minaccia querela

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Fa lo sciopero della fame per avere trasparenza in Comune: «voglio morire così»
PIZZOLI. «Se mi muoio voglio morire così». Il linguaggio stentato è di chi non tocca cibo da giorni ma ha ancora forza in corpo per parlare.

Francesco Luciani, il consigliere comunale di Pizzoli da tempo patisce la fame per protestare contro la mancanza di trasparenza dell’amministrazione comunale. Ed ha fiato in gola per ringraziare «di tutto cuore» passanti, cittadini e quei pochi rimastigli accanto.
Stamattina come ogni giorno l’attività amministrativa prosegue indisturbata. I dipendenti comunali sono al lavoro mentre lì a pochi passi si consuma la protesta di un uomo contro ingiustizie e diritti negati.


LUI LE HA STRETTO LA MANO
Si è svolto così, con un pesante j’accuse, il dialogo tra il sindaco di Pizzoli, Angela D’Andrea, e Francesco Luciani. A raccontarlo è il consigliere stremato che giorni fa ha incrociato il primo cittadino e le ha stretto la mano «per educazione».
«Consigliere, è tutta colpa sua», ha detto D’Andrea senza problemi e lui, di tutta risposta: «le colpe sono di tutti». Di lì l’accordo: il sindaco, secondo la versione di Luciani, gli ha proposto di porre fine alla protesta mettendogli a disposizione per tutta la giornata di lunedì (oggi) gli archivi istituzionali. Ma lui, Luciani, non pago le ha detto: «non voglio gli archivi il lunedì, io protesto per avere le carte ogni giorno, per rivendicare il mio diritto di consigliere. Se devo morire voglio farlo così dopo aver svergognato tutti».

«TRADITO DAL SUO CAPOGRUPPO»
Luciani si sente tradito anche dai suoi. Ha riferito che il suo capogruppo «è dalla parte del sindaco» e lui non riesce a distinguere amici da nemici. PrimaDaNoi.it ha cercato il primo cittadino, il vice sindaco, il segretario comunale, chiunque potesse dare una spiegazione e chiarire le «colpe» del consigliere che sta pagando duramente la propria protesta  «ma il lunedì il sindaco non è in Comune, è impegnata», ci dice una voce dall’altro capo del filo. Nessun numero alternativo, nessun impegno ad essere ricontattati.
Non c’è nessuno che possa far trasparenza sulla protesta di Francesco Luciani.

Marirosa BarbieriIL

IL SINDACO DIFFIDA, MINACCIA QUERELE:«TUTTO FALSO»
Pochi minuti fa è arrivata una mail a firma del segretario comunale  del sindaco del seguente tenore: «Si smentisce categoricamente quanto da Voi pubblicato sul sito a firma della Barbieri Marirosa sia da parte del Sindaco che del Segretario Comunale. Si diffida a pubblicare ulteriori fatti e circostanze non corrispondenti al vero, riservandosi di valutare la possibilità di adire alle vie legali, considerati i comportamenti denigratori e diffamatori sia del Sig. Francesco Luciani che della Barbieri».
Difficile capire a cosa i due amministratori si riferiscano con precisione e quali fatti riportati siano «fasi e denigratori».
Per quanto ci riguarda stiamo cercando il sindaco da alcuni giorni, abbiamo riprovato ancora in Comune pochi minuti fa ma evidentemente è chiuso e non risponde nessuno.
Rimaniamo comunque a disposizione per ascoltare anche la versione del sindaco.