L'INCHIESTA

Inchiesta Caligola. Interrogato Castiglione: «ho chiarito tutto»

Il Pm ha chiesto l’interdizione dai pubblici uffici

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Inchiesta Caligola. Interrogato Castiglione: «ho chiarito tutto»
L’AQUILA. «Ho chiarito tutto, sono tranquillo e credo di aver spiegato tutto». All’uscita dall’interrogatorio durato poco meno di due ore il vice presidente della giunta regionale, Alfredo Castiglione sembrava sereno.

Il giudice Marco Billi aveva fissato per oggi alle 10 l’interrogatorio obbligatorio per legge per poter applicare le misure cautelari della interdizione dai pubblici uffici richiesta dal pm Antonietta Picardi.
L’inchiesta è quella denominata Caligola che ha già portato in carcere a gennaio la dirigente regionale Giovanna Andreaola, Lameberto Quarta, Duilio Gruttadauria, Corrado Troiano della ditta Cyborg ed altri soggetti indagati per associazione a delinquere.
In questa inchiesta che si allarga sempre più il ruolo legato a Castiglione è quello di aver caldeggiato un progetto della associazione della sua compagna al viceministro dell’Albania affinchè potesse ottenere fondi pubblici. Il progetto poi non venne presentato e non ha mai ottenuto soldi.
Oltre le frasi di circostanza con i giornalisti Castiglione non è andato oltre: ha detto di essere fiducioso e di aver fatto molto in questi anni del suo mandato e di essere impegnato su più fronti per questo «non posso certo preoccuparmi delle referenze per un protocollo culturale con l’Albania senza scopo di lucro».
La posizione di Castiglione tuttavia è delicata poiché attraverso intercettazioni telefoniche, un fax ed una testimonianza, la procura crede di aver individuato il ruolo dell’assessore regionale all’interno delle maglie di interessi che ruotano attorno ai bandi pubblici dell’informatica che passano da Arit (l’agenzia regionale) ed arrivano alla Cyborg, società di Troiano.
Nello specifico lo stesso Troiano avrebbe messo a disposizione un suo consulente per riuscire ad “aggiustare” il progetto della associazione di Marina Kozina, ex compagna di Castiglione.
La decisione del Gip è attesa tra quattro, cinque giorni. In caso di accoglimento, dell'interdizione dai pubblici uffici, Castiglione sarà costretto a dimettersi. Nei prossimi giorni, gli avvocati di fiducia del vice presidente della giunta regionale, produrranno altre memorie difensive. Dopo l'interrogatorio, Castiglione ha raggiunto la sede della Giunta per partecipare ai lavori.
Tra gli altri indagati figurano il marito della Andreola, Michele Galdi, Duilio Gruttadauria e sua moglie Anna Teodoro, vertici della societa' Ecosfera, Mario Gay, vice presidente dell'Oics (Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo), Domenico Peca, ritenuto prestanome di una societa' fittizia, la Welfare net.