GASDOTTO

Snam, cittadini al ministro Clini: «pietà per l’ Abruzzo come per l’Emilia Romagna»

Gli ambientalisti chiedono un dietro front sul progetto Snam

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2189

Snam, cittadini al ministro Clini: «pietà per l’ Abruzzo come per l’Emilia Romagna»
SULMONA. Due regioni diverse ma non troppo. L’Emilia Romagna e l’Abruzzo hanno in comune mare, terremoto ed un progetto di deposito gas (non realizzato nel primo caso, in corso di approvazione nel secondo).
In terra emiliana c’è il progetto di un deposito di stoccaggio gas, con annessa centrale di compressione, previsto a Rivara, nel Comune di San Felice sul Panaro (Modena), uno dei centri più colpiti dal sisma e a pochi km dall'epicentro. In Abruzzo, invece, aleggia come un spettro il progetto Snam il metanodotto Brindisi-Minerbio di 687 km e centrale di compressione che dovrebbe attraversare il territorio peligno.

I Comitati cittadini scrivono al ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, perché si spenda in prima persona per l’Abruzzo così come ha fatto per l’Emilia, dove a seguito del recente sisma ha riconsiderato l’opportunità del deposito di gas chiedendo alla commissione Via di avviare una fase ulteriore di accertamento.
In terra d’Abruzzo, però, l’iter autorizzativo dell’opera va avanti a gonfie vele e sta facendo registrare una notevole accelerazione, secondo i comitati, «addirittura attraverso l’arbitraria separazione in due distinte procedure, una per la centrale e l’altra per il metanodotto».
«Che cosa sarebbe successo in Emilia se ci fosse stato il deposito attivo?», si chiedono i cittadini, «ma soprattutto che cosa succederebbe in Abruzzo se il progetto andasse in porto? La Commissione Via nazionale, pur perfettamente a conoscenza dell'alto rischio sismico dei territori interessati dal progetto Snam (si tratta di una zona sismica di primo grado) e, pur consapevole della mancanza degli studi sismici di dettaglio, ha assurdamente dato il proprio parere favorevole all'opera e ciò in aperto contrasto con il fondamentale principio di precauzione». Insomma c’è un pericolo.
Lo sanno bene i comitati che ricordano come i territori interessati dal progetto appartengano al cratere sismico de L'Aquila e provincia, colpite dal devastante terremoto del 6 aprile 2009.
Lo sa bene la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati che, il 26 ottobre dello scorso anno, ha approvato alla unanimità una risoluzione che impegna il Governo a disporre la modifica del tracciato e ad individuare, attraverso un tavolo nazionale, una soluzione alternativa comunque al di fuori della dorsale appenninica. Lo sa ancora meglio la Regione Abruzzo che ha approvato ben due risoluzioni impegnando il presidente Gianni Chiodi a dire no al progetto.
E lo sa bene anche chi, come il sottosegretario dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti ha convocato tempo fa in gran segreto le istituzione abruzzesi per “parlare” della Snam.
Se tutti lo sanno, allora perché rischiare?