ECONOMIA

Crisi economica, turismo pescarese piange: «alberghi al -50% rispetto al 2011»

Federalberghi Pescara: «serve patto sociale tra politica, imprenditori e banche»

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

4328

Crisi economica, turismo pescarese piange: «alberghi al -50% rispetto al 2011»
PESCARA. La grave crisi economica in atto sta avendo pesantissime ripercussioni sul comparto alberghiero dove si registra un drammatico calo delle presenze alberghiere con picchi di – 50% rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso.

Tale situazione è ulteriormente aggravata dalla stretta creditizia praticata dalle banche che hanno di fatto modificato le regole a cui gli imprenditori del settore erano abituati per finanziare le proprie aziende.
Il presidente della Federalberghi Pescara, Emilio Schirato, ha predisposto un documento da trasmettere alle principali istituzioni del territorio in cui propone un patto sociale che coinvolga imprenditoria, banche ed amministratori pubblici per salvare un comparto fondamentale dell’economia della nostra provincia.
Presidente Schirato quale è la sua analisi del momento che stanno vivendo le aziende del comparto alberghiero nella nostra provincia?
«La grande crisi che stiamo vivendo dal 2010 e che si è pesantemente aggravata nel 2012, ha portato il sistema alberghiero della Provincia di Pescara a livelli di assoluta insostenibilità. I problemi economico-finanziari più gravi si registrano negli alberghi che operano prevalentemente nel mercato “business” con apertura annuale (gli alberghi dell’intera città di Pescara, alcuni hotel di Montesilvano, gli hotel di Città S. Angelo). In questo mercato infatti, che vive principalmente dei movimenti generati da operatori economici che frequentano il territorio per motivi di lavoro, si è avuta la maggiore contrazione di presenze per la crisi delle aziende industriali e commerciali che generavano dette presenze. Si sta vivendo un periodo di totale ingessatura del mercato e, conseguentemente, tutti gli alberghi sono semi vuoti. Per non parlare, nello specifico della città di Pescara, dell’effetto nefasto che il mancato dragaggio del fiume Pescara, con il conseguente abbandono della Compagnia SNAV, ha creato. A causa della suesposta situazione globale, nel primo quadrimestre 2012 il sistema alberghiero provinciale registra un calo medio di presenze stimato intorno al 38%, rispetto allo stesso periodo del 2011, calo che si sostanzia in un decremento di fatturato anche maggiore, dato che per cercare di lavorare, tutti i prezzi camera si sono abbassati».
La stretta creditizia da parte delle banche ha ulteriormente aggravato tale scenario?


«La progressiva erosione dei già esigui utili aziendali ha comportato progressivamente l’incapacità per l’imprenditore di far fronte agli impegni finanziari assunti (mutui e leasing) se non attingendo ad indebitamento a breve. Si è innescato così un circolo vizioso che ha determinato un costante peggioramento della situazione finanziaria nelle nostre aziende: l’inevitabile ricorso all’indebitamento a breve ha fatto sì che esso sia diventato nelle nostre aziende alberghiere una forma di “indebitamento strutturale” dove l’azienda viene stritolata sotto il peso di tassi degli affidamenti diventati insostenibili. In certi casi, alcune banche, invocando le cogenti restrizioni imposte da Basilea 2, hanno addirittura chiuso la linea di credito agli alberghi portando di fatto l’imprenditore nelle mani degli strozzini o comunque sull’orlo del fallimento. Dagli incontri con i colleghi si respira un clima di rabbia misto a disperazione, sentimenti questi che stanno raggiungendo pericolosi livelli di guardia».
Quali le proposte della Federalberghi Pescara per invertire questo drammatico trend?
«Questo andamento, che assume sempre più l’aspetto di un vortice in grado di cancellare nel giro di qualche stagione tutto il comparto turistico alberghiero della nostra Provincia, va assolutamente invertito con l’immediato ripristino di regole certe per tutti e con azioni concordate di breve, medio e lungo termine arrivando, ce lo auguriamo, alla consapevolezza generale che in questa congiuntura nessuno è “controparte” di nessuno, ma tutti siamo attori di una medesima scena. Si rende necessario stringere un patto sociale fra imprenditoria, banche ed amministratori del territorio (Provincia e Comuni) per salvare un comparto che è stato e può tornare ad essere elemento propulsore dell’intera economia del pescarese».
In questo patto sociale cosa dovrebbero fare le banche?
«Tra le prime cose sospendere l’applicazione rigida delle regole imposte da Basilea 2, riaprire immediatamente le linee di credito bancario a tasso realmente agevolato alle aziende alberghiere che ne facciano richiesta, abbassare i tassi di scoperto di conto a livelli concordati più accettabili per favorire la ripresa finanziaria delle aziende».
Quali invece gli interventi che dovrebbero fare le pubbliche amministrazioni?
« Disponibilità dei Comuni del Pescarese a rivedere concordemente al ribasso le principali tasse comunali che gravano sugli alberghi: Tarsu, Imu e insegne, ma anche riuscire ad effettuare nel più breve tempo possibile (settembre) il dragaggio, avviare trattative con la Snav per riportare il collegamento con Spalato a Pescara e spingere per fare in modo che il pacchetto di investimenti infrastrutturali previsto dal Ministro Passera contempli un intervento strutturale sul porto di Pescara».