LA PROTESTA

Sciopero della fame per mancanza di trasparenza in Comune: consigliere rischia

La battaglia di Francesco Luciani di Pizzoli ormai stremato

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Il municipio di Pizzoli

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PIZZOLI. «Io sono testardo». Lo ripete più volte, come un mantra, per ricordarsi il senso della protesta.

Francesco Luciani, consigliere di minoranza del Comune di Pizzoli, da tre giorni non mangia. Martedì ha iniziato lo sciopero della fame contro la mancanza di trasparenza dell’amministrazione comunale. Da tempo, chiede di accedere agli atti del Comune, in particolare a quelli sui lavori pubblici. L’amministrazione gli fornisce sì documenti ma incompleti e sprovvisti di allegati.
E così ha deciso di darci un taglio, a modo suo, in quel modo testardo che gli appartiene. Si inchioda davanti al Comune per giorni, con un telo ed una tenda. I cittadini gli si stringono attorno e protestano, insieme a lui.
PrimaDaNoi.it ha cercato di parlargli. Francesco Luciani è debole. Non riesce ad articolare parole e formulare concetti. Si scusa: «è da martedì che non mangio, io sono testardo ho mal di testa e sono annebbiato», poi non si sente più nulla.
Al suo posto parla Simone Laurenzi dell’associazione Casa Pound Italia che ha espresso solidarietà alla sua battaglia. Da ieri i giovani rappresentanti di Casa Pound sono presenti sul posto per seguire ogni sviluppo.
Laurenzi spiega che «le condizioni di salute di Luciani non sono buone. Il medico lo ha visitato e non può andare avanti così. Hanno provato ad offrirgli un caffè ma beve solo acqua. Continua a chiedere dei documenti e non perde di vista la porta di Palazzo di Città. Presto affluiranno molte persone, quelle che dopo il lavoro gli daranno un po’ di sostegno».
Mentre parliamo con Laurenzi succede qualcosa. Il sindaco ed il capogruppo di opposizione escono dal Comune promettendo che lunedì forniranno a Luciani quello che vuole. Ma lui vuole restare. Già in passato Francesco Luciani ha dato prova di grande tenacia. Risale al 2010 il suo ultimo sciopero della fame ad oltranza contro la mancata pubblicità data dall'amministrazione municipale al termine di scadenza previsto per la richiesta di contributo di autonoma sistemazione da parte dei cittadini.
«Io sono testardo», diceva allora, così come oggi.
m.b.