SANITA'

Tagliacozzo, il Tar riapre il Pronto soccorso e boccia il “Pta”

Secondo il tribunale bisogna garantire un livello adeguato di servizi

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Tagliacozzo, il Tar riapre il Pronto soccorso e boccia il “Pta”
TAGLIACOZZO. A Tagliacozzo il Pronto soccorso deve tornare ad essere un Pronto soccorso. Altro che Pta, presidio territoriale di prima assistenza….

Almeno secondo l’ordinanza del Tar L’Aquila: «ritenuto che in attesa della definizione delle pendenti questioni giudiziarie successive alla sentenza 324/11 ed all’ordinanza di rimessione 115/12 del Tar, è necessario assicurare la piena funzionalità del Pronto soccorso».
 Ivi compresa «l’occorrente attrezzatura tecnologica per una diagnostica di primo intervento, nei sensi precisati a suo tempo in sede cautelare con ordinanza 437/2010». Perciò il Tar accoglie l’istanza cautelare presentata dagli avvocati Paolo Novella e Simone Dal Pozzo per conto di 11 cittadini del comitato che difende l’ospedale. Detto in altre parole, la trasformazione del Pronto soccorso in Pta, presidio territoriale di assistenza, non viene contestata in linea di principio, ma viene censurato per il momento il fatto che dietro questa sigla c’è il vuoto e non il Pronto soccorso. La polemica investe non solo Tagliacozzo, ma tutti i piccoli ospedali per il quali il Programma operativo ha previsto la chiusura. Vedi cioè anche Casoli, Guardiagrele, Pescina e Gissi, dove ai cittadini è stato detto: tranquilli, il Pronto soccorso chiude, ma avrete il Pta. Le polemiche contro questo declassamento del soccorso di emergenza che sembrava insufficiente si scagliarono prima contro l’apertura h12 dei Pta (poi portata a h24), poi contro l’insufficienza della strumentazione messa a disposizione di queste strutture. In realtà le polemiche furono accusate di essere strumentali (ai Pta si oppose solo il Pd) e non ottennero grande ascolto dall’Ufficio commissariale. Ora è il Tar a schierarsi dalla parte dei cittadini e a chiedere con l’Ordinanza che l’ospedale di Tagliacozzo torni ad offrire un’assistenza con tutti i crismi e non un surrogato.
 In effetti l’orientamento del Tar, a ben leggere le varie ordinanze ed i vari pronunciamenti, non è quello di bacchettare la politica, ma di richiamare chi decide in sanità ad adottare provvedimenti in contrasto con il diritto alla salute, riconosciuto dalla Costituzione. In altre sentenze infatti il Tar ha bocciato la chiusura dei piccoli ospedali non in quanto tale, ma perché slegata da una contestuale politica che pensi ad attrezzare il territorio per l’assistenza sanitaria. Di qui la bocciatura dei Pta che non rispondono alle esigenze di un soccorso tempestivo ed efficace. Come dire: cambiate nomi e sigle, strutture e personale, ma il risultato finale deve essere il mantenimento di un livello di assistenza adeguato.
Sebastiano Calella