GUARDIA DI FINANZA

Sequestrati oltre 2 milioni di articoli contraffatti

Dalle radioline ai prodotti cosmetici: «pericolo per la salute»

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Sequestrati oltre 2 milioni di articoli contraffatti
PESCARA. La Guardia di Finanza ha sequestrato circa 2,2 milioni di articoli con marchi contraffatti e pericolosi per la salute stoccati in due magazzini di Roma ed in un deposito a Napoli.

L’operazione del Nucleo di Polizia Tributaria di Pescara coordinata dal colonnello Mauro Odorisio è partita da alcuni sequestri operati in città nei confronti di diversi soggetti sui quali era caduta l’attenzione investigativa per il fatto che esponevano in vetrina articoli a prezzi enormemente inferiori rispetto a quelli di mercato.

Successivamente, ripercorrendo a ritroso la filiera del falso, incrociando i dati contabili con gli elementi investigativi raccolti nel corso di appostamenti e pedinamenti anche dei vettori sono stati individuati gli importanti centri di stoccaggio ubicati fuori regione.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara si è concentrata su una serie di importazioni di prodotti provenienti dalla Repubblica popolare cinese con marcatura “CE”, di conformità sulla sicurezza, contraffatta.
Tra i prodotti sottoposti a sequestro vi sono, infatti, anche radioline, caricabatterie, adattatori per I-Phone, torce e materiale elettrico di vario genere che saranno ora sottoposti ad accurato esame peritale disposto dall’ Autorità Giudiziaria, per accertare la rispondenza agli standards qualitativi
minimi per essere immessi in commercio senza ledere la salute degli ignari acquirenti.
Tali approfondimenti tecnici, tuttavia, si stanno rivelando molto complessi vista la numerosissima tipologia di prodotto sequestrate.

All’interno dei siti aziendali, infatti, sono stati rinvenuti anche articoli di bigiotteria sprovvisti dell’indicazione della composizione dei metalli e dei possibili effetti allergici, nonché cosmetici e prodotti per bellezza in genere, già scaduti o sprovvisti di scadenza e detenuti in violazione delle più
elementari norme igieniche.
I responsabili, tutti di nazionalità cinese, sono stati denunciati alla Magistratura per vendita di prodotti contraffatti, mentre sono in corso ulteriori indagini per accertare eventuali complicità di altre persone.
Nei loro confronti saranno, altresì, avviati i previsti accertamenti tributari per verificare anche eventuali illeciti di carattere fiscale.
Le violazioni contestate riguardano ipotesi di reato contro l'industria ed il commercio, la tutela dei marchi e la salute e la sicurezza dei consumatori, previste dal codice penale a cui si affiancano ulteriori violazioni di carattere amministrativo relative al codice del consumo, che complessivamente hanno portato ad eseguire uno dei più importanti sequestri nel settore a livello nazionale.