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Porto, rifiuti e veleni, benvenuti a Francavilla.... al mare

Il sindaco s’impegna: «tra dieci giorni pulizia e recinzioni nuove»

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Porto, rifiuti e veleni, benvenuti a Francavilla.... al mare
FRANCAVILLA AL MARE. «Nelle cabine piene di materassi e zozzeria dicono che di notte ci dormono».

Gabriella T. è una turista affezionata alla città del mare. Vive a Roma ma da anni sceglie Francavilla «perché tranquilla, pulita ed il mare è bello». La sua casa d’estate è a pochi isolati dal porticciolo turistico addormentato. Il suo ex stabilimento balneare, ormai dismesso, confina proprio col piccolo approdo.
Che stretta al cuore vedere quella lingua di sabbia sommersa da tanta sporcizia, pensa oggi Gabriella T.
Una volta lì, nello slargo, basta seguire le mosche che conducono a cabine sventrate dove i sanitari tracimano escrementi. E’ impossibile avvicinarsi senza sentire quel puzzo. C’è chi dice che la zona ormai sia diventata un’alcova per senza tetto, punto di ritrovo per malavitosi. E le tracce parlano chiaro: bottiglie di birra, cartacce, sedie e materassi.
Poco più in là una recinzione divelta spiana l’accesso al porto turistico. L’area è insicura eppure la gente vi entra e vi esce. Il mare contiene valori di alcuni inquinanti oltre la soglia consentita eppure c’è chi, forse ignaro, ancora s’immerge.
I bambini di Gabriella T. scorrazzavano lì davanti, un tempo, quando l’occhio vigile del loro papà era catturato dalla bellezza dell’acqua.


«LA TERRA DI NESSUNO»
A Palazzo di Città sanno tutto. Il responsabile della salute dei cittadini, ovvero il sindaco Antonio Luciani si impegna, oggi, a ripulire quel tratto di spiaggia, «la terra di nessuno», a ridosso del porto. Transennerà la bella addormentata nel mare con una recinzione, dice, «quasi inespugnabile», forse una rete metallica. PrimaDaNoi.it gli ha rappresentato lo sdegno dei suoi turisti e lui condivide.
Dice di non aver dimenticato quel tratto di spiaggia ed in poco tempo dello scempio non resterà che un vago ricordo impresso negli scatti di qualche passante. Tutto accadrà in 10 giorni, pulizia e recinzione. I tempi sono strettissimi. E non c’è da perdere un minuto di più oggi, perché ieri, forse, se n’è perso fin troppo. Il responsabile unico del procedimento sul porto è stato nominato appena due giorni fa.
In tutto questo tempo non è stato fatto nulla, secondo Luciani, perché mancavano le autorizzazioni e il Comune aveva le mani legate.
L’area era stata data in concessione al privato, il titolare dello stabilimento balneare che tra l’altro aspetta di togliere tenda e di ricevere il permesso per spostarsi altrove. Lui avrebbe dovuto “autorizzare” il sindaco a pulire la spiaggia. «Ed ora lo dovremo fare a spese nostre», dice Luciani.
Dunque ora è tutto chiaro: bisognava aspettare che quel tratto di spiaggia ritornasse nella disponibilità del Comune e se nel frattempo qualcuno fosse caduto o si fosse ferito, sarebbe stato un rischio da correre, in un Paese civile.
E’ colpa di questo «maledetto inghippo procedurale», dice il sindaco riferendosi alla "proprietà" della spiaggia in concessione.
E poi è colpa della ditta appaltatrice custode del cantiere del porto che si ostina a recintare la bella addormentata con transenne leggere che puntualmente vengono divelte e rimesse a posto dal Comune. Lui, il sindaco, li ha già diffidati una volta ed ora ha in serbo un’altra diffida.
E poi, è colpa del mancato senso civico di alcuni cittadini che squarciano le recinzioni ed entrano nell’area off limits. «E’ importante che i cittadini siano più disciplinati», sottolinea Luciani.
Gli impedimenti o gli «inghippi» di ieri, si sono dissolti in un attimo, per lunedì tutto sarà pronto, dice.
Un francavillese poco tempo fa diceva: «è tempo di issare una bandiera bianca, sarà il mare e solo il mare a dirci quando Francavilla si meriterà quella blu».
Marirosa Barbieri