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Comunità rom, Amnesty: «alto rischio persecuzione in Italia»

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Comunità rom, Amnesty: «alto rischio persecuzione in Italia»
PESCARA. Ha fatto scoppiare feroci protesta il manifesto «via i rom e i delinquenti» che il Pdl ha attaccato in città.


Ad arrabbiarsi non solo la comunità rom («incitano all’odio razziale») ma anche alcuni esponenti  politici, da Fli a Rifondazione Comunista.

Tutto questo mentre la città è ancora scossa per l’omicidio di Domenico Rigante, per il quale sono in carcere proprio cinque rom.
Stamattina l’ennesimo arresto: un cugino dei Ciarelli , anche lui di etnia rom, che non solo avrebbe preso parte alla spedizione punitiva contro il tifoso del Pescara ma che avrebbe sparato, cinque giorni prima, ad una prostituta nigeriana. E questa sarà nuova benzina sul fuoco.

Mentre l’amministrazione cittadina si autocelebra per aver sbattuto fuori dagli alloggi popolari i rom ieri a Strasburgo si è lavorato in tutt’altra direzione per portare alla piena partecipazione nella società europea proprio i rom. Laszlo Andor, commissario alle politiche sociali, ha insistito in particolare nella necessità di «integrare i bambini rom nella formazione precoce», migliorare «l'accesso al mercato del lavoro» e mostrare più attenzione sulla «questione di genere». La Commissione Camera  ha detto invece sì al riconoscimento delle lingue rom e sinti tra le minoranze linguistiche. La norma è stata approvata, nonostante il parere contrario del governo elaborato dal ministero dell'Interno.
Intanto Amnesty International sostiene che la comunità rom in Italia resti ad alto rischio di «discriminazione e persecuzione non appena sembra esserci bisogno di un capro espiatorio».
L’associazione ricorda come «in tutta Italia gli sgomberi continuino», nonostante il Consiglio di Stato, lo scorso novembre «abbia dichiarato l'illegittimità dell' 'emergenza nomadi' dichiarata nel 2008 dal governo e più volte reiterata».
Il caso pescarese è per alcuni aspetti diverso in quanto quando si parla di cittadini rom non ci si riferisce alle famiglie che vivono in campi nomadi ma a rom stanziali che si sono stabiliti in città da oltre 40 anni. C’è chi riesce a beneficiare di alloggi popolari e anche chi ha ville e terreni di proprietà, sempre più spesso sequestrati in quanto non in linea con le dichiarazioni dei redditi.
Ma Amnesty si sofferma anche sull'omicidio di Domenico Rigante annunciando «con sollievo» l'attenzione che l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori sta dedicando alla vicenda nella città abruzzese, evidenziando tuttavia che «la situazione rischia ancora di degenerare in pogrom contro i rom»

I COMMENTI SU FACEBOOK
I pescaresi, intanto, commentano l’iniziativa del Pdl sulla nostra pagina Facebook http://www.facebook.com/PrimaDaNoi.it  chiedono che l’amministrazione comunale garantisca la sicurezza in città: «poverini lasciateli spacciare, rubare, abusare del prossimo», scrive Lorenzo, «soprattutto fregarsene degli altri che lavorano e pagano le tasse anche per loro...poverini non e' colpa loro...hanno anche il coraggio di avere un'associazione che li tutela...mah...e vai con i giornalisti finti ipocriti e moralisti!!!». «E se invece dei cartelloni levassero immediatamente i rom...non sarebbe meglio?», chiede Michele. «Io penso che tutti i pescaresi la pensino così...come quel cartello...ma adesso tutti a scandalizzarsi perchè fa più 'democratici' e se poi la città ha un motivo per dare addosso a Mascia non si tira indietro», scrive Tina.

«Non so se è un male», interviene Manola, «si è arrivati in un clima di intolleranza, persino io.... che sono stata sempre convinta che il mondo appartiene a tutti oggi ho difficoltà nell'identificarmi (Pdl a parte perchè non condivido) ci sarebbe bisogno di una ripulita come fanno quando vai nei loro paesi....provare per credere....poi qui vogliono tutti i diritti e nessun dovere». «Tutti la pensano cosi, solo che nessuno lo vuole ammettere!», sostiene Emilia.

«Chi», domanda Veruska, «di quelli che danno del razzista al cartellone, abiterebbe in un condominio con delinquenti e rom spacciatori??? Quanti fasi buonisti a spese degli altri!» «Il manifesto è totalmente razzista, intollerante e antidemocratico. Mi vergogno di essere abruzzese quando leggo cose del genere», replica invece Giuliana che domanda: «perché non vi ribellate contro chi dovrebbe contrastare e debellare tutto ciò, rendere la città sicura e vivibile? Forse perché è più facile ribellarsi contro i rom che ribellarsi contro il potere costituito?»
«Al di là delle bandiere che si vogliono associare ai concetti», chiude Andrea, «il concetto è chiaro e aperto ed è quello che pensano tanti pescaresi, di destra o di sinistra (se si vuole continuare sulla falsa riga delle fazioni politiche). Sicuramente il PdL strumentalizza il concetto per fini di consenso popolare, ma oggettivamente corrisponde all'idem sentire della maggioranza dei pescaresi».