LA SCOMPARSA

Donatella Grosso, un mistero lungo 16 anni

I genitori non si arrendono e denunciano: «elementi di una gravità inaudita»

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Donatella Grosso, un mistero lungo 16 anni
PESCARA. Sedici anni: tanto è passato da quando Donatella Grosso si è allontanata dalla sua casa di Francavilla al Mare per sparire nel nulla.

Era il 24 luglio del 1996: i genitori della ragazza si trovavano a Campobasso, lei era tornata nella sua casa vicino al mare. Le ultime persone che l’hanno vista sostengono che si sia allontanata a tarda sera con il ragazzo che all’epoca la giovane frequentava. Una tenera amicizia, hanno sempre raccontato gli amici. Ma lui frequentava anche un’altra. Negli ultimi mesi Donatella temeva di essere rimasta incinta, lui le chiese di abortire. Nella notte della scomparsa i testimoni  li hanno visti caricare in macchina dei bagagli, poi nulla più.
Il giovane, unico indagato in una inchiesta che ha vissuto alterne vicende tra spostamenti (da Pescara a Chieti e poi L’Aquila) e archiviazioni. Oggi c’è un fascicolo aperto che dovrà essere però chiuso per scadenza dei termini. Il giovane in una prima versione raccontò agli inquirenti che aveva visto l’ultima volta Donatella il pomeriggio della scomparsa. Poi, in un secondo momento, raccontò di averla accompagnata alla stazione ma che la donna non gli volle dire dove era diretta.
Ieri i genitori Grosso sono tornati a ‘Chi l’ha visto?’ che da anni si occupa del giallo. «Sono venuto qui la prima volta per cercare mia figlia, torno oggi dopo 16 anni per trovare le ossa di mia figlia», ha detto il papà.
Con i due c’era anche l’avvocato Giacomo Frazzitta che sta seguendo il caso insieme al collega Vincenzo Di Girolamo. Per il legale «ci sono elementi di una gravità inaudita» e porterebbero tutti verso l’ex fidanzato.
In una intercettazione del 2005 il giovane al telefono con una ragazza che frequentava disse «dopo 10 anni ancora la polizia che rompe. Non è che posso pagare perché ho accompagnato una str…». E la ragazza rispose: «se venivo con te queste cose non su…» e poi si ferma.
Cosa voleva dire la ragazza? Non succedeva? Non succedeva cosa? «Forse la giovane sapeva qualcosa o aveva capito», ha detto ieri l’avvocato Frazzitta. «Se fino a qualche anno fa lei rischiava una incriminazione per favoreggiamento adesso questo reato si è prescritto. Può dire tutto quello che sa e non rischia niente».