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Crisi Pro Vasto calcio, i tifosi scendono in campo: «ci riprenderemo la squadra»

L’ennesimo appello dei biancorossi alle istituzioni

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Crisi Pro Vasto calcio, i tifosi scendono in campo: «ci riprenderemo la squadra»
VASTO. In campo stavolta ci sono loro: i tifosi della Pro Vasto Calcio agguerriti più che mai nel riprendersi la squadra.

Sembra di vederli mentre si passano la palla emulando i beniamini di un tempo quando la ProVasto animava la distesa verde.
Quella che giocano loro è una partita davvero dura perché in ballo ci sono sogni, uno stadio e l’intramontabile fede calcistica.
Dopo 2 anni di totale assenza dai palcoscenici calcistici regionali e nazionali, Vasto ed il suo territorio rischiano per il terzo anno consecutivo, anche per la stagione 2012/2013 di non avere nessuna squadra che rappresenti l’intera comunità. La parabola discendente dell’associazione calcistica è iniziata il 9 luglio 2010 quando il presidente della squadra, Mimmo Crisici, ha abbandonato il timone perché non riusciva a far fronte alle spese. Nulla è cambiato da allora e si è scesi sempre più a fondo. Finchè un bel giorno qualcuno ha teso la mano alla squadra agonizzante. Il consigliere regionale Antonio Prospero ha dato luce a quel sogno lanciando una strategia per risollevare la squadra, poi tradendolo con un dietro front.
I tifosi però vogliono far sapere che ce la metteranno tutta e lo scrivono su uno striscione esposto ieri davanti all'ingresso della curva Tobruk dello stadio Aragona. «Non c’è due senza tre», recita la scritta riferendosi al terzo anno consecutivo senza squadra, «vero La Penna Sputore? Noi non molliamo e la Pro Vasto rivogliamo, gli ultimi a non mollare e non ci avrete mai come volete voi; ultras stile di vita». E puntano il dito contro la classe politica totalmente indifferente al gioco del calcio, dal sindaco di Vasto agli assessori comunali e a tutti i consiglieri comunali e regionali attualmente in carica.  I tifosi hanno scritto anche anche alla Ficg Abruzzo per chiedere di prendere «una posizione intransigente, con le sue dovute  conoscenze, nei confronti di una classe politica vastese totalmente indifferente al gioco del calcio, dal sindaco per finire agli assessori di competenza attualmente in carica.  Il tutto, naturalmente, si riversa negativamente verso la classe imprenditoriale  assolutamente non stimolata a fare la sua parte».
Poi, ricordano i bei tempi e la storia centenaria che la Pro Vasto (nata nel 1902) e la Vastese Calcio hanno regalato all’Abruzzo (una quarantina di stagioni tra i campionati professionistici ed altrettanti in serie D).
«Abbiamo il sacrosanto diritto di andare allo stadio la domenica pomeriggio», gridano passandosi la palla, «non è davvero possibile per il terzo anno di fila far rimanere lo stadio Aragona vuoto ed abbandonato, lasciando 3000-4000 persone la domenica pomeriggio a giocare a ping pong».