DEBITI

Comune Pescara e bollette non saldate? L’assessore smentisce: «pagato tutto»

All’ingiunzione di pagamento l’amministrazione replica: «noi, in regola»

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Comune Pescara e bollette non saldate? L’assessore smentisce: «pagato tutto»
PESCARA. «Con i pagamenti siamo in regola non abbiamo nulla da temere».

Dice più o meno questo l’assessore alle Finanze del Comune di Pescara, Eugenio Seccia, intervenuto sul caso dei presunti debiti contratti dall’Ente verso l’Azienda Energetica Trading Srl.
L’azienda di servizio elettrico ha notificato al Comune un’ingiunzione di pagamento (decreto ingiuntivo numero 674 del 2012) relativo a presunti mancati pagamenti dei consumi.
Di lì la macchina organizzativa del Comune ha messo in campo una serie di controlli incrociati ed accertamenti che hanno verificato che tutte le 185 fatture emesse sono state pagate, per una spesa complessiva già sostenuta pari a 264mila 182,54 euro; resterebbero da saldare poco più di 17mila euro, già in corso di liquidazione relativi alle fatture del 29 febbraio, 23 marzo e 4 maggio scorsi, somme già coperte, assicurano dal Comune, dalle relative determine dirigenziali di liquidazione e in corso di pagamento.
L’assessore smorza i toni e chiarisce tutto. «Il Comune di Pescara ha pagato e lo possiamo materialmente dimostrare con prove documentali», ha detto, «a questo punto sarà il Tribunale a dover dirimere l’equivoco, valutando anche gli estremi di un danno economico e d’immagine a favore dell’Ente Comune».
La scelta di presentare opposizione dinanzi al decreto ingiuntivo era importante, secondo l’assessore. In caso contrario il Comune avrebbe dovuto pagare di nuovo la somma e poi aprire un contenzioso per ottenerne il rimborso, magari tra dieci anni.
Infine Seccia si è detto fiducioso verso il suo staff legale che negli ultimi tre anni ha collezionato «numerose vittorie giudiziarie», vincendo le cause contro Pace-Izzicupo, contro Di Persio, Sorgenia, Di Battista-Cesi, la causa contro Caputi, la transazione Unicredit, e perdendo invece la causa da 38 mila euro per gli espropri Baldacci-Angeloni; mentre le uniche sentenze rimaste in sospeso, a oggi, sono quelle relative al caso Caldora e Dandolo.