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UdA: Cuccurullo si dimette dal 31 maggio, al via le elezioni per la successione

A sorpresa spunta il progetto di fusione con l’Unidav di Torrevecchia Teatina

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UdA: Cuccurullo si dimette dal 31 maggio, al via le elezioni per la successione
CHIETI. Franco Cuccurullo si dimette da rettore della d’Annunzio, ma dal 31 maggio prossimo. Lo ha annunciato ieri mattina al Senato accademico.

Seguirà una lettera di comunicazione ufficiale al Ministero nella quale il rettore, pur da dimissionario, si dichiara disponibile ad operare per la normale amministrazione fino all’elezione del suo successore. Interrompendo il suo mandato che scade il 31 ottobre, di fatto in questo modo Cuccurullo rinuncia alla proroga di un anno prevista dalla legge Gelmini. Così spiana la strada alla candidatura di Carmine Di Ilio, preside di Medicina in corsa per la carica di rettore e che avrebbe rischiato l’esclusione se le elezioni fossero slittate di un anno. Il possibile itinerario burocratico ora è questo: il Ministero prende atto delle dimissioni, lascia in carica il rettore dimissionario per il disbrigo della normale attività e affida ad Alfonso De Petris, decano della d’Annunzio, il compito di indire le elezioni entro 45 giorni dal primo giugno. E poiché non tutte le date sono utili (gli studenti votano per la Consulta il 12 ed il 13 giugno) è molto probabile che le elezioni si svolgeranno a fine giugno-primi di luglio. In realtà c’è anche la necessità di completare i Dipartimenti entro il 23 giugno prossimo, ma questo non dovrebbe influire sulla tornata elettorale. La notizia delle dimissioni, peraltro annunciate, non ha provocato particolari reazioni da parte degli altri candidati alla successione (Gaetano Bonetta e Raffaele Tenaglia), che aspettano di leggere bene la lettera che il rettore invierà al Ministero e soprattutto la risposta del Miur che potrebbe essere diversa da come oggi viene ipotizzata. Rimane cioè un margine di incertezza, visto che tutte le manovre attorno ai vertici della d’Annunzio non brillano per trasparenza. Perciò gli interessati sono in attesa di una decisione ufficiale sulle “dimissioni prenotate.” Anche perché il clima interno della d’Annunzio in cui è maturato questo annuncio è piuttosto teso, sia per le difficoltà nell’attuazione dei Dipartimenti, che vedono il sovrapporsi di vari Corsi di laurea, sia perché a sorpresa è venuta fuori l’ipotesi di un fusione dell’Unidav di Torrevecchia Teatina con l’UdA. L’operazione è di difficile interpretazione.
Nata come filiazione dell’UdA, da cui ha succhiato fondi e docenti, l’Università telematica non è mai riuscita a decollare e ora potrebbe esserci il ritorno a casa di tutta la squadra. Nel caso dovesse accadere non si potrà certamente parlare di un successo.
La legge Gelmini prevede contributi premiali per le fusioni e le università telematiche. Non tutti però concordano con questa operazione che sembra nata per sanare situazioni che nel tempo si sono create in questa Unidav: vedi le afferenze ai Dipartimenti attraverso le convenzioni che nel tempo sono decise e realizzate.
Sebastiano Calella