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Ricostruzione post sisma, imprenditore svela: «mazzette e corruzione senza fine»

Soldi, vacanze, buoni benzina e anche ragazze

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 Ricostruzione post sisma, imprenditore svela: «mazzette e corruzione senza fine»
L’AQUILA. Un video di 4 minuti e qualche secondo. Una inquadratura che protegge il viso di chi parla, un imprenditore edile, che ha chiesto protezione per non perdere appalti.

Il Fatto Quotidiano, in un servizio di Manuele Bonaccorsi e Nello Trocchia, ha raccolto il racconto dell’uomo che svela «mazzette e corruzione senza fine» nell’ambito della ricostruzione privata post sisma nel capoluogo aquilano.
Lavori da qualche centinaia di migliaia di euro, come ad esempio sui condomini con pochi danni.
Poi lavori da 15 milioni di euro, e anche più, perché si sta cominciando a lavorare anche negli edifici del centro storico, ovvero quelli completamente sventrati dalla scossa delle 3 e 32 del 6 aprile 2009. Il piatto è ricco: circa 7 miliardi di euro affidati a trattativa privata, senza gare, perché è stata scelta la via dell’indennizzo: «ovvero considerare le risorse dello Stato per la ricostruzione come un risarcimento a un privato di un danno. E non come spesa per appalti pubblici. Per molti era questa l’unica strada per evitare l’indizione di 20mila gare d’appalto».
Dunque è il proprietario che sceglie direttamente l’impresa «con l’aiuto dell’amministratore di condominio, figura che diventa decisiva».
«Le imprese presentano documenti e offerte», spiega l’imprenditore nel video, «nelle offerte c’è di tutto. Poi ci sono offerte che non si scrivono. C’è un giro di soldi piuttosto diffuso e oscuro».
«A me», racconta ancora l’uomo, «sono stati chiesti dei soldi per essere aiutati ad acquisire lavori. Soldi che servono per facilitare il voto dell’assemblea di condominio».
Chi le ha chiesto i soldi?, domanda il giornalista. 


«PRESSIONI DA UN CONSIGLIERE COMUNALE»

«All’inizio», risponde l’imprenditore, «a gestire questa parte erano soprattutto alcuni amministratori di condominio, quando si è sparsa la voce il meccanismo si è esteso a tutti. Oggi chiunque chiede soldi, per qualsiasi cosa, anche il proprietario sulla casa singola sua chiede soldi per affidare i lavori. A me sono stati chiesti dai 200 mila euro per un aggregato di qualche milione di euro fino alla richiesta di un pagamento della benzina da parte di un condomino e anche percentuali richieste da qualcuno che poteva essere influente sulla scelta dell’assemblea. Io ho rifiutato», continua l’uomo, «perché non ho soldi liquidi per poterlo fare, se qualcuno ha preso il lavoro è perché è stato questo meccanismo.
Ma da chi arrivano queste proposte? L’imprenditore racconta che a lui sono arrivate richieste da diverse parti: «da amministratori di condominio, da qualche ingegnere, da proprietari che fanno parte delle commissioni di valutazione e anche da un consigliere comunale. Il consigliere mi ha chiesto qualche migliaia di euro come fisso mensile più una serie di percentuali»
Chi è? «Preferisco non dirlo»


NON SOLO SOLDI: REGALIE E VACANZE
Ma chi deve decidere a chi affidare i lavori a volte non si accontenta solo dei soldi, racconta ancora l’imprenditore: «ci sono molti sistemi anche delle invenzioni molto divertenti: pubblicità sui ponteggi, erogazione di soldi in favore dei proprietari, la realizzazione di lavori in più senza pagamenti fino all’offerta di vacanze e di ragazze, in qualche caso».