RICOSTRUZIONE

Automobili ‘terremotate’: ancora nessun risarcimento, si aspetta da 3 anni

«Bisogna cambiare l’ordinanza»

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Automobili ‘terremotate’: ancora nessun risarcimento, si aspetta da 3 anni
L’AQUILA. Con il terremoto in Emilia Romagna a L’Aquila si rinnovano in questi giorni angosce e sofferenze vissute solo pochi anni fa, sentimenti che accomunano gli aquilani alle popolazioni oggi colpite dal sisma.

E mentre al nord comincia a mettersi in moto la macchina dell’emergenza che gli abruzzesi conoscono bene (allestimento delle tende, migliaia di sfollati, richiesta di stato di emergenza) a L’Aquila si lotta per farsi riconoscere quanto dovuto. Dopo 3 anni di speranze, ma anche di sconforto, l’emergenza è tutt’altro che risolta.
Tra i problemi che da 70 mesi gli aquilani devono affrontare, oltre ad avere le abitazioni distrutte, c’è quello delle automobili sepolte sotto le macerie e i danni a queste vetture mai risarciti.
Ne sa qualcosa Marcella D’Andrea: la sua casa, andata distrutta, si trovava nel centro storico nelle vicinanze di San Pietro e precisamente in via degli Albanesi 13. La sua automobile la notte del 6 aprile era parcheggiata adiacente la sua abitazione, con regolare permesso di transito e sosta rilasciato dal Comune dell'Aquila. L’auto è rimasta schiacciata dalla caduta dei massi di pietra del tetto della casa di fronte. «A tutt'oggi al pari di altre persone siamo in attesa del rimborso da parte del Comune» spiega D’Andrea.
L'Ordinanza di Protezione Civile 3789 del 2009 non ha mai subito le modifiche richieste da circa 180 cittadini che da tre anni aspettano una risposta.
Il contributo previsto (solo per i veicoli ubicati sotto l’abitazione principale distrutta o inagibile) è di massimo 10.000 euro. Ma c’è anche chi parla di beffa: si pensi alle auto parcheggiate nel centro storico e quindi non sempre, per motivi oggettivi, sotto la propria abitazione o in prossimità dei luoghi di lavoro: per quelle non é previsto nessun risarcimento.


I soldi stanziati per gli aquilani ammontano ad una massimo di 1.800.000 € .
«Quella ordinanza va corretta», chiede D’Andrea, «bisogna considerare tutte le fattispecie. Gli abitanti transitavano e sostavano la propria auto nel centro storico perché erano autorizzati a farlo dal Comune e pagavano questa autorizzazione. Ora devono essere parimenti risarciti, nello spirito di equità e giustizia. Tale concetto non può essere mortificato da una mera interpretazione (peraltro errata) di poche righe scritte sull’urgenza di eventi e priorità ben più rilevanti».
Anche le persone ora discriminate hanno dovuto fronteggiare le difficoltà del dopo terremoto, i continui spostamenti dalla costa e dagli altri luoghi di riparo, senza poter contare su quella stessa macchina distrutta dalle macerie. «Tutti noi abbiamo fatto uno sforzo nelle difficoltà», racconta ancora D’Andrea, «tutti abbiamo ringraziato quanti portavano consolazione e soccorso. Ora chiediamo solo il buon senso».
Il Comune dell'Aquila consentendo il parcheggio a pagamento delle autovetture adiacente la casa, ha ritenuto che fossero al sicuro, dicono i cittadini. «L’ordinanza doveva tener conto che il centro storico
dell''Aquila (città medioevale ) non è composto da villette con annesso - garage - ma da case adiacenti, sia a destra che a sinistra ,separate da strette viuzze nelle quali è impossibile fare manovre per sistemare le auto».
D’Andrea lancia un appello a tutte le persone che si trovano nella sua stessa condizione (circa 180): «uniamoci anche legalmente per farci riconoscere i nostri diritti ed ottenere il risarcimento dei danni».