L'INCHIESTA

Croce Rossa Vasto: bilancio da 500mila euro e solo 4.500 per l’assistenza ai bisognosi

10 mila euro di spese telefoniche, 27 mila euro per Convegni, congressi e mostre

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Croce Rossa Vasto: bilancio da 500mila euro e solo 4.500 per l’assistenza ai bisognosi
VASTO. C’è anche un libro sulla Croce Rossa di Vasto nel materiale a disposizione della Gdf di Chieti, dopo che un volontario licenziato ha presentato un esposto contro questo Comitato.

Tra le lettere ufficiali, i riscontri, i certificati di presenza, le buste paga, le lamentele per gli orari di lavoro troppo lunghi, a sorpresa spunta questa pubblicazione celebrativa di Maria Luisa Del Forno Ciufici, commissario del Comitato di Vasto, che ripercorre i 20 anni dell’attività dei Volontari vastesi e della Sezione femminile, guidata da Maria Antonietta Longo.
Insomma, mentre l’autista licenziato veniva pagato 600-700 euro al mese (con anche 12 ore di lavoro al giorno), il libro intitolato “Il potere dell’umanità” (sottotitolo: Vent’anni insieme) racconta con toni autoelogiativi la storia della Cri di Vasto. Ci sono tutti i suoi presidenti (Anna Augusta Lalli Cieri, Antonio Pietroniro, Angela Pennetta e la stessa Del Forno), i volontari del soccorso, il Comitato femminile (da Lucilla Vallone alla Del Forno – ai vertici della Cri locale fin dal 2002 - e alla Longo) ed i Pionieri. In chiusura c’è spazio per i consigli su come sostenere la Croce rossa: una donazione, il volontariato, il servizio civile, un lascito o un’eredità. In realtà la lettura offre spunti di riflessione - e forse di indagine - quando parla di «distribuzione di viveri e di generi di prima necessità a persone bisognose» e di «assistenza a circa 300 famiglie, di cui un terzo di immigrati».

E si spiega: «le volontarie collaborano ad uno sportello di ascolto nelle diverse sedi del Comitato femminile e diventano partecipi delle problematiche che vengono loro sottoposte, consegnano viveri e vestiario, provvedono al pagamento di bollette di luce, acqua e gas e talvolta anche di visite specialistiche». E così via per molte pagine sulle varie attività ed iniziative assistenziali, compresi i concerti per reperire fondi, in particolare quello con gli Stadio per acquistare il vaccino per le ragazze contro il Papilloma virus. Peccato che di tutte questa assistenza non si trovi traccia nel bilancio 2011, nel quale su quasi mezzo milione di euro (per la precisione 496.500 euro) solo 500 euro sono stati spesi per i viveri e 4 mila euro per «sussidi ed interventi a carattere assistenziale in favore di estranei».
Ci sono invece 204 mila euro di Restituzione e rimborsi diversi, 12 mila di spese assicurative, 60 mila per acquisto veicoli e mezzi trainabili, 14 mila di estinzione debiti diversi, 10 mila euro di spese telefoniche, 27 mila euro per Convegni, congressi e mostre e 34 mila per manutenzione e riparazione mezzi. E’ sicuramente riduttivo dare un’immagine poco assistenziale della Croce Rossa che nell’immaginario collettivo è sempre e comunque il sinonimo di soccorso, di altruismo, di formazione sanitaria di base, di culla del volontariato. Ma questo bilancio, il licenziamento immotivato (finora) di un autista in servizio a Guardiagrele, colpevole di aver protestato, e il successivo esposto alla GdF aprono uno squarcio imprevisto sulla gestione del “marchio” Cri a Vasto. Ma il commissario Del Forno nel libro dipinge un quadretto idilliaco, come si legge nella presentazione: «la solidarietà per noi volontari – si legge – è la forza che rompe il silenzio dell’egoismo e dell’indifferenza…verso il dramma di uomini veri, senza alcuna colpa se non quella di aver incontrato il dolore e la sofferenza. Per questo siamo dalla loro parte».
I documenti ed il licenziamento in tronco di un volontario raccontano un’altra storia.

Sebastiano Calella