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UdA, elezioni a rettore: Cuccurullo si dimette. Anzi no

Problemi di interpretazioni, nuovo statuto ed elezioni i nodi non si sciolgono all’università D’Annunzio

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  UdA, elezioni a rettore: Cuccurullo si dimette. Anzi no
CHIETI. «Mi dimetto e rinuncio alla proroga di un anno, come previsto dalla legge Gelmini»: potrebbe essere questa la dichiarazione sblocca elezioni per la sua successione che tutti aspettano da Franco Cuccurullo, rettore uscente della d’Annunzio.

Secondo fonti molto attendibili la dichiarazione ci sarebbe domani mattina in Senato accademico e segnerebbe la svolta per uscire dall’incertezza “voto sì - voto no – voto forse – voto il prossimo anno”, con un applicazione della legge che molti però contestano. Il comma 9 dell’art. 2 della legge Gelmini recita infatti così: “il mandato dei rettori in carica al momento dell’adozione dello statuto è prorogato fino al termine dell’anno accademico successivo.” Quindi la proroga non sarebbe volontaria, ma obbligatoria perché prevista dalla legge come dimostra il fatto che i rettori in scadenza che ne hanno usufruito non l’hanno chiesta, ma l’hanno subìta come obbligo, il che comporterebbe l’impossibilità della rinuncia. Cioè si vota il prossimo anno e la ratio della legge sarebbe solo quella di consentire un periodo transitorio per la messa a regime di tutti i nuovi organismi statutari, che per la d’Annunzio sono entrati in vigore il 24 marzo scorso. Effetto collaterale imprevisto: l’annullamento della candidatura a rettore del preside di Medicina Carmine Di Ilio, che nel prossimo anno accademico rimarrebbe fuori gioco per motivi anagrafici.
 D’altra parte c’è chi ritiene che una volta adottato lo Statuto ed essendo la carica di Cuccurullo in scadenza al 31 ottobre, le elezioni si possono tranquillamente svolgere.  C’è però pure chi sostiene che le dimissioni del rettore in carica non servono: si può votare tranquillamente secondo i tempi previsti. E comunque sulla validità della rinuncia alla proroga si dovrebbe esprimere il Ministero, anche se all’UdA sono convinti che il Ministero approverà questa modalità. Tanto è vero che proprio per consentire la regolarità del voto ci si è affrettati a fissare con un decreto del rettore le elezioni – previste dal nuovo Statuto - per la Consulta degli studenti il 12 ed il 13 giugno. Si tratta di eleggere 25 studenti che in aggiunta ai 7 già in carica tra CdA (5) e Senato accademico (2) fanno 32 rappresentanti dei circa 32 mila studenti in corso, cioè nel rapporto di 1:1000. Questa elezione della Consulta però - paradossalmente - ha introdotto un altro elemento di incertezza, sollevando dubbi anche tra gli stessi studenti. Si domanda a titolo personale lo studente Domenico Tucci, lista 360°: «se deve essere rinnovata la Consulta che voterà il Rettore, perché applicando lo stesso principio non si rinnovano prima anche il CdA ed il Senato?»
Detto in altre parole, questi 32 nuovi eletti sarebbero in parte del tutto nuovi e in parte vecchi (7) eletti cioè con il vecchio Statuto. Elezioni dunque a rischio annullamento, in caso di ricorso? Anche perché teoricamente in Senato i rappresentanti eletti degli studenti dovrebbero essere tre e non due, ma il posto vacante non è stato mai reintegrato. Dunque mentre si è in attesa dell’esito del voto studentesco, la campagna elettorale è sotto tono, nonostante le 4 liste concorrenti: Lista aperta con 25 candidati su 25 (vicina a Cl), 360° con 23 su 25 (di Sinistra), Azione universitaria con 23 su 25 (centrodestra) e Welcome con 12 candidati su 25 (studenti usciti da Azione universitaria). Perché come spiega Simone Cataldo, Lista aperta: «noi siamo una lista molto politica, ma non vicina ai partiti. Noi vogliamo solo lavorare per l’università, ma vogliamo anche capire che fine fanno queste elezioni».
 Questo corpo elettorale misto sarebbe poi il pretesto per altri ricorsi, questa volta contro l’elezione a rettore. Senza dire che per alcuni la conseguenza delle dimissioni di Cuccurullo dovrebbe essere proprio la “sparizione” fisica del rettore che non si dovrebbe presentare più in ufficio. Con lui dovrebbero saltare anche lo staff e tutti i rapporti fiduciari in essere. Uno scenario poco credibile.
E per assurdo una ipotesi potrebbe essere anche quella di dimissioni ma senza efficacia...

Sebastiano Calella