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Riperimetrazione Borsacchio, gli ambientalisti chiedono aiuto all’Ue

«Sconfitta per tutti gli abruzzesi»

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Riperimetrazione Borsacchio, gli ambientalisti chiedono aiuto all’Ue
TERAMO. In questi giorni, comitati ed associazioni stanno valutando tutte le strade per fermare la riperimetrazione del Borsacchio.

«Sono stati già evidenziati profili di sua incostituzionalità», commentano gli esponenti del Comitato per la Riserva Naturale Regionale del Borsacchio, del Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, Italia Nostra, Legambiente e Wwf, «e sarà interessata l’Unione Europea perché il taglio della riserva compromette la tutela del fratino, uccello che nidifica sulla costa e che è protetto come l’aquila reale».
Tra le novità introdotte con la riperimetrazione ci sarà di fatto un ampliamento dagli attuali 1.110 ettari a circa 1.150 ettari della superficie della Riserva, l’estrapolazione di tutte le zone antropizzate di Cologna Spiaggia e della foce del Borsacchio, nonché la zona dell’Annunziata di Giulianova.
Ma gli ambientalisti si dicono certi che la riperimetrazione della Riserva non sia stata solo una sconfitta per loro «ma per tutta la gente abruzzese e dei comuni interessati che vedono il loro territorio sempre più compromesso e che non riescono a salvaguardare neppure le ultime aree non cementificate.
E questa sconfitta è il risultato della miope azione di una classe politica e dirigente vecchia, capace di vedere l’ambiente solo come luogo da sfruttare e non come occasione di reale sviluppo».


CHE COSA CAMBIA

Il nuovo perimetro è di 40 ettari inferiore a quello precedente ed ha tagliato vari chilometri di fascia costiera. Ha escluso aree di pregio naturalistico, come la Pineta Mazzarosa che è stata tagliata in due (una dentro e l’altra fuori dalla Riserva). Ha escluso aree già interessate da una sentenza di condanna del Tribunale penale di Teramo con ordine di demolizione delle opere abusive realizzate ed è stata depotenziata la tutela che i comuni di Giulianova e Roseto degli Abruzzi avevano contro la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, che, come ben noto, sono vietate all’interno delle aree protette e nei tratti di mare prospicienti fino a 12 miglia marine.
Ma il nuovo perimetro ha buttato via 230.000 euro spesi per il Piano di Assetto Naturalistico della Riserva, in quanto sarà necessario procedere alla predisposizione di un nuovo piano, essendo stato modificato il perimetro della Riserva in maniera sostanziale. Inoltre ha escluso l’area di foce del Fiume Tordino, che deve essere invece tutelata e salvaguardata; ha escluso la foce del torrente Borsacchio, col risultato di creare la prima area protetta al mondo che non contiene al suo interno l’oggetto della sua tutela.
«Si è aperta la strada ad ulteriori modifiche del perimetro della Riserva», spiegano gli ambientalisti, «poiché accontentando le pretestuose richieste di qualcuno, si è costituito un grave precedente che aprirà necessariamente la strada ad ulteriori concessioni».