TERREMOTO E GIUSTIZIA

Processo Casa dello Studente: «chi vuole fermare la giustizia?»

Parenti vittime attoniti e preoccupati

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3643

Processo Casa dello Studente: «chi vuole fermare la giustizia?»
L’AQUILA. «I nostri avvocati si stanno già muovendo per capire cosa c'é dietro lo stop, speriamo che qualcuno non voglia rallentare o ricominciare daccapo questo processo».

Non sa cosa pensare Antonietta Centofanti, portavoce del comitato Familiari vittime della Casa dello studente dopo lo stop improvviso dell’udienza al processo sulla Casa dello Studente, arrivato come un fulmine a ciel sereno sabato mattina.
Il giudice per l'udienza preliminare Giuseppe Grieco ha dichiarato in aula di astenersi dal proseguire il processo finché non si concluderà il procedimento disciplinare da parte del Consiglio superiore della magistratura, per il quale è stato raggiunto da censura. A inoltrare al Csm la segnalazione è stato l'ormai ex presidente della Corte d'Appello del capoluogo abruzzese, Giovanni Canzio, oggi trasferito a Milano.
Canzio ha contestato la formulazione dei quesiti di Grieco al perito Maria Gabriella Mulas, docente del Dipartimento Ingegneria strutturale del Politecnico di Milano, incaricato di chiarire i motivi del crollo della struttura per studenti la notte del sisma.
«Siamo stupiti e sconvolti», spiega la Centofanti. Da sottolineare che senza lo stop dovuto al procedimento disciplinare, il processo sarebbe potuto arrivare abbastanza rapidamente a sentenza a causa della scelta, per otto dei dieci indagati, del rito abbreviato, che prevede, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena, e consente di evitare la fase dibattimentale.
Udienza preliminare molto lunga, due anni, ma processo che quindi sarebbe potuto finire presto.
Spetterà al presidente vicario della Corte d'Appello, Augusto Pace, decidere sia sulla dichiarazione d'astensione da parte di Grieco sia, soprattutto, sulla conservazione dell' efficacia degli atti processuali prodotti fin qui. Se optasse per la cancellazione, l'udienza preliminare dovrebbe ricominciare con un altro giudice
Gli imputati del processo - accusati di lesioni, disastro colposo, omicidio colposo, violazioni delle norme e omissione della vigilanza e del monitoraggio della stabilità dell’edificio - sono dieci fra tecnici, progettisti e responsabili dell’istituto, otto dei quali sono stati ammessi al rito abbreviato. Presente al processo anche il Comune dell’Aquila, che si è dichiarato parte civile e ha chiesto un milione di euro.
Questo è solo uno delle decine di filoni giudiziari avviati dalla procura allo scopo di sveltire i singoli casi rispetto all'ipotesi di un unico, grande processo complessivo.
Tra i procedimenti più importanti quelli per i crolli di edifici in via Luigi Sturzo (29 vittime), via generale Francesco Rossi (17 morti), via D'Annunzio (13 morti), via XX settembre 79 (9 vittime), oltre al Convitto nazionale (3 morti). Il processo simbolo è, tuttavia, quello alla commissione Gnradi rischi, organo scientifico che si è riunito una settimana prima della scossa ed è accusato di aver fornito false rassicurazioni agli aquilani, sottovalutando il rischio che c'era. Sono 7 gli imputati, in un processo per reato connesso è stato indagato anche l'ex capo dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso.