I DUBBI DEL COMITATO

Poggio Picenze, 3e32 contro la nuova costruzione della Edimo

I dubbi sulla "compatibilità ambientale" del comitato

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Poggio Picenze, 3e32 contro la nuova costruzione della Edimo
L'AQUILA. Quando nel lontano 2008 istituzioni provinciali e comunali dissero sì alla realizzazione di infrastrutture nelle aree produttive di Barisciano, Fossa e Poggio Picenze “non sapevano”, forse, che cosa sarebbe sorto.
Oggi, su una di quelle terre tra la catena del Sirente Velino, il castello-recinto di Sant’Eusanio Forconese ed il castello di Santo Spirito è nata una "creatura edilizia" alta 6 piani e grande 8.500 mq. Si tratta, in realtà, di una palazzina “figlia” del Gruppo edile Edimo e gode di ottima salute dal momento che si trova in un’area tra le più belle del comprensorio aquilano, con vista Valle Aterno.
L'investimento ammonta a circa 11 milioni di euro, da inaugurare entro il 2013 e l'obiettivo del gruppo industriale è quello di concentrare in un’unica sede centrale tutte le attività manageriali, intellettuali e amministrative di ogni azienda.
I lavori sono iniziati e procedono in maniera spedita. La ditta fa sapere che la costruzione sarà <realizzata con modalità innovative e in classe energetica “A”, la struttura sorgerà all’interno del sito che già oggi ospita il cuore operativo e pulsante delle imprese che fanno capo alla famiglia Taddei, la quale ha voluto mantenere forte il legame con la terra d’origine, localizzando appunto il proprio insediamento nel nucleo industriale di Poggio Picenze>.
Il progetto rientra nell’ambito del Piano di sviluppo industriale promosso dalla Provincia dell’Aquila e dai Comuni di Barisciano, Fossa, Poggio Picenze, San Demetrio ne’ Vestini e Sant’Eusanio Forconese che punta allo sviluppo dell’area attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture e la creazione di nuove opportunità lavorative.
Un piano che nell’ultima seduta del Consiglio regionale ha ricevuto il via libera e si appresta a ottenere il definitivo nulla osta dall’amministrazione provinciale.

Nell’edificio, di sette piani, sono previsti tra le altre cose, una sala conferenze da 500 posti, uno spazio per il culto e uno riservato alla piscina e alla ricreazione; un piano sarà dedicato al settore estero e servirà da “torre di controllo” per monitorare e coadiuvare lo svolgimento dei cantieri internazionali e lo sviluppo delle diverse iniziative in cui il Gruppo Edimo è impegnato, per esempio nei territori dell’est Europa e dell’Africa.
Il progetto è stato pensato e curato direttamente dal patron Carlo Taddei ed è stato redatto e integrato da un gruppo di professionisti a carattere interdisciplinare costituito dall’ingegner Wolfango Millimaggi, l’architetto Sandro Annibali, l’ingegner Massimo Franchi, l’ingegner Attilio Di Cristinzi, il perito industriale Gianluigi Santeusanio e l’ingegner Marco Santangelo.
Il Comitato sociale 3e32, esprime dubbi e perplessità. Un edificio realizzato in area industriale, per essere definito "ecologico", oltre alla classe energetica “A” dovrebbe essere adeguatamente realizzato in armonia con il paesaggio e presentare un impianto di smaltimento di rifiuti solidi e liquidi (acque nere), consumo e recupero di acqua piovana.
L’intesa del 2008 prevedeva una serie di lavori da affidare alla Edimo e alla Dlg per una cifra totale di circa 7 mln di euro. In particolare era prevista la realizzazione di alcune rotatorie nel tratto dell’arteria compreso tra San Gregorio e l’area industriale di Barisciano, per un importo di 650mila euro, il completamento delle opere di urbanizzazione nelle aree industriali, quali fogne, depuratore e reti idriche per un importo di circa 400mila euro e molto altro. Il completamento delle infrastrutture avrebbe consentito alle due imprese di realizzare importanti investimenti produttivi e commerciali, nelle aree industriali di Barisciano e di Poggio Picenze. E così, sembra, sia stato.

Ma, si chiede il comitato, «come è possibile che amministratori di Comuni ricadenti in area parco, consiglieri provinciali del comprensorio, ex assessori regionali ai Beni Ambientali, all’Urbanistica e Parchi, che negli ultimi mesi ci hanno anche dispensato pillole di saggezza sui concetti di sviluppo sostenibile e tutela ambientale, abbiano potuto avallare tutto questo? Un grande urbanista aquilano, molto amato anche dalla sinistra aquilana, scomparso dopo il terremoto, sosteneva con i suoi allievi che un bravo urbanista, prima di intervenire e modificare le città dovrebbe innanzitutto camminarle e camminarle per capirle e non commettere errori».
A tutto ciò poi, fa notare il comitato, si aggiungono altre opere, come la realizzazione di un murales di montagne e pini mediterranei con una espansione di diversi chilometri quadrati tra il bivio per Fossa, la Strada statale 261 per San Demetrio dei Vestini e il fiume Aterno e la realizzazione nella stessa area di una pista per l’atterraggio di ultraleggeri, «per la quale sarà doverosa la verifica delle necessarie autorizzazioni e permessi delle amministrazioni comunali coinvolte».
«Siamo convinti» ha concluso il comitato, «che il nostro territorio possa, invece, riconvertire il suo tessuto economico e sociale a partire dalla eco-sostenibilità, ma per farlo non basta passare pennellate di verde sopra mostruosità ecologiche ed urbanistiche: occorre una pianificazione trasparente e partecipata, che non può assolutamente prescindere dalla tutela e dalla valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale esistente».