CRIMINALITA'

Attentato Brindisi: Di Pietro, «si rischia guerra civile»

Il leader dell’Idv a Lanciano

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Foto: Adamo Di Loreto

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LANCIANO. «Ora o mai più bisogna essere tutti uniti contro questa strage, questo attacco alle istituzioni, non solo per difendere il Paese da questo ritorno stragista e terroristico».

«O la stronchiamo immediatamente, questa fase terroristica, o il nostro Paese è destinato a una guerra civile». E' il primo commento del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, all'attentato di Brindisi, espresso durante la sua partecipazione, a Lanciano, a un convegno con studenti dell'Itcg "Enrico Fermi".
E quello che è accaduto questa mattina in Puglia ha sconvolto tutta Italia. 

«Non c'é dubbio che la crisi della politica, la mancanza di leadership e credibilità nelle istituzioni e delle istituzioni sta facendo alzare la testa a delinquenti più che mai incalliti, per appropriarsi del bene pubblico e delle istituzioni. E' questa la ragione vera per cui bisogna ridare le istituzioni in mano a persone che sanno operare non solo con capacità e competenza, ma con le mani pulite, per far capire che il delitto non paga».
Per il leader dell’Idv  «Continuiamo ad avere in Parlamento persone colpite da mandati di cattura che si danno l'autorizzazione a non farsi arrestare, così ognuno si sente sempre più impunito. Il futuro si guadagna con il cambio generazionale di tutta la classe dirigente, culturale, imprenditoriale, economica e finanziaria. Per queste ragioni il futuro di costruisce con i giovani e con chi va a scuola. Colpire i ragazzi vuol dire colpire lo Stato democratico del nostro Paese».

L’esplosione è avvenuta intorno alle 7.50 davanti all'istituto 'Morvillo-Falcone'. Per il ministro Cancellieri «colpisce la coincidenza del nome della scuola» alla vigilia del ventesimo anniversario della strage di Capace in cui persero la vita il magistrato palermitano e la moglie. Nell’attentato ha perso la vita una ragazza di sedici anni, Melissa Bassi, dilaniata dallo scoppio di un ordigno. L’amica, Veronica Capodieci, è in gravissime condizioni.
Altri tre giovani hanno ustioni su tutto il corpo, due delle quali in gravi condizioni (una probabilmente perderà gli arti inferiori), altre cinque persone colpite in maniera meno grave.
Si sarebbe trattato di un ordigno confezionato artigianalmente con un innesco collegato a due bombole di gas. Le tre bombole di gas, probabilmente collocate anche ad un timer, erano state collocate su un muretto vicino ad un cancello secondario della scuola Morvillo Falcone di Brindisi. L'esplosione ha coinvolto alcune studentesse che erano appena scese da un autobus urbano e stavano raggiungendo l'edificio scolastico.
Oggi doveva arrivare a Brindisi la Carovana antimafia.

PAGANO: «ATTO IGNOBILE»

«E’ un atto criminale e ignobile diretto a indebolire le fondamenta democratiche dello Stato italiano». Così il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nazario Pagano, nonché vice presidente della Conferenza delle Assemblee legislative regionale europee (Calre), in merito all’attentato avvenuto stamane a Brindisi. «L’Abruzzo è vicino ai familiari delle studentesse vittime di questo orrendo e vile attentato diretto a colpire un istituto scolastico – prosegue Pagano – Desidero esprimere il dolore mio personale, dei membri del Consiglio regionale, dei cittadini abruzzesi e il profondo cordoglio alle famiglie delle studentesse cui è stata spezzata la gioventù e la vita. La regione Abruzzo esprime vicinanza e solidarietà all’intera comunità pugliese».

«PESCARA SI MOBILITA»
Un presidio si terrà questo pomeriggio a partire dalle 17:30 in piazza Sacro Cuore, a Pescara, promosso dai partiti del centrosinistra, dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, da una serie di associazioni come “Se non ora quando”, “Movimentazioni”, “Miladonnambiente”. Per il PD ci saranno l’Unione Comunale di Pescara ed il Coordinamento Donne Democratiche.