L'INCHIESTA

Indagato sindaco di Capistrello, la procura apre fascicolo sul fratello del senatore Lusi

Guai giudiziari per Antonio Lusi. I fatti riguardano unha delibera pubblicata diversa dal testo originale

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 Indagato sindaco di Capistrello, la procura apre fascicolo sul fratello del senatore Lusi
CAPISTRELLO. Il sindaco Antonino Lusi è convinto: « questa è una nuova stagione di veleni che in passato ha portato al tracollo del Comune».

L'accusa è quella di aver pubblicato sull'albo pretorio del Comune una delibera con modifiche rispetto alla precedente. Questo avrebbe portato la Procura a indagare il primo cittadino di Capistrello, Antonino Lusi, e tutta la giunta comunale composta da cinque assessori con diversi blitz in Comune e il sequestro in due occasioni dei computer degli uffici e del primo cittadino.
Niente a che vedere, dunque, con le vicende che coinvolgono il fratello, ex tesoriere della Margherita coinvolto nell'inchiesta della Procura di Roma sugli ammanchi milionari dalle casse del partito, ma una storia tutta interna al piccolo comune di poco più di 5 mila anime.
A Capistrello, nei mesi scorsi, è arrivata anche la polizia tributaria della Guardia di Finanza che ha messo sotto sequestro 5 immobili riconducibili all’ex tesoriere.
Ma nella storia di oggi Lusi Jr non c’entra. Secondo l’accusa del pm Guido Cocco della Procura di Avezzano «il testo effettivo delle delibere e quello pubblicato nell’albo pretorio» sono diversi. Secondo l’ipotesi accusatorio, inoltre,  questo avrebbe «procurato ingiusti vantaggi patrimoniali ad alcuni soggetti e ingiusti danni ad altri».  A proposito di questa nuova inchiesta il sindaco Antonio Lusi ribadisce «la massima fiducia nella magistratura» e parla di «un clima eccessivamente avvelenato in paese che rischia di procurare danni alla comunità, al tessuto sociale e all'economia di Capistrello».
E in effetti negli ultimi mesi, proprio a seguito dell’inchiesta che ha coinvolto il fratello senatore, la tensione si è alzata anche nel comune abruzzese tanto che la minoranza arrivò a chiedere le dimissioni del primo cittadino e Lusi senior si scaglio contro una feroce campagna stampa nazionale che avrebbe violentato il suo paese.
Ma quella di oggi è tutta un’altra storia. «Il Comune», spiega Lusi, «ha sempre dato la massima disponibilità spalancando le porte agli inquirenti ogni volta che ci sono stati controlli e sequestri di computer. Ciò
perché non abbiamo mai avuto nulla da nascondere».
Secondo il sindaco, la gran mole di esposti e denunce che interessa il comune di Capistrello (l’ultimo presentato a metà marzo) sembrerebbe volta a «bloccare l'attività amministrativa e a intimorire il personale anziché garantire gli interessi dei cittadini».
«Nonostante ciò», afferma Lusi, «stiamo cercando ugualmente di portare avanti gli impegni presi con la popolazione nel migliore dei modi. Se però ogni delibera e ogni atto viene contestato, la situazione diventa ingestibile. Questo clima caratterizzato da denunce ed esposti è un dejavù per il Comune di Capistrello. Infatti», spiega il sindaco, «una stagione di veleni simile a questa è stata già vissuta in paese e ha portato all'attuale dissesto finanziario e alla lacerazione della comunità. Restiamo a disposizione dei magistrati», conclude Lusi, «e aspettiamo di essere ascoltati per chiarire i dubbi di legittimità sugli atti compiuti da questa amministrazione».