DELIBERE NEL CASSETTO

Asl Chieti e formazione: la delibera di dicembre pubblicata a maggio

Il mistero sui criteri delle scelte del personale chiarito in una delibera rimasta nel cassetto per 5 mesi

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Asl Chieti e formazione: la delibera di dicembre pubblicata a maggio
CHIETI. Una delibera della Asl di Chieti, adottata il 27 dicembre 2011, fa piazza pulita di tutte le contestazioni che i sindacati hanno rivolto al manager Francesco Zavattaro sulla formazione del personale.

Le critiche più pesanti di Cisl e Cgil erano riferite alla mancanza del Piano annuale obbligatorio sui corsi e sugli aggiornamenti. Ed invece questo Piano c’era proprio in questa delibera di fine anno. Peccato che solo il 15 maggio (cioè martedì scorso) è stata pubblicata all’albo, dove resterà affissa per 15 giorni, fino al 30 di questo mese. In effetti, a scorrere le 18 pagine della delibera rimasta chiusa in un cassetto, dall’elenco infinito di corsi, aggiornamenti, idee e programmi si può vedere che il Piano dei corsi da frequentare era molto articolato e ben fatto, come appunto chiedevano i sindacati. C’erano anche i soldi – pur diminuiti rispetto allo scorso anno per una riduzione del monte stipendi –  e c’era l’impegno a lungo richiesto da Cisl e Cgil ad informare «le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sulle linee generali di programmazione annuale e di sviluppo delle competenze».
 Resta però il mistero di questa delibera “scomparsa” tra la firma del 27 dicembre e la pubblicazione del 15 maggio: per dipendenti e sindacati 150 giorni di black-out sui criteri scelti per frequentare questo o quel corso. Per la direzione generale quasi 5 mesi (su 12) per inviare i soliti a frequentare corsi costosissimi a spese di tutti.
Ora su questo nuovo caso in molti si interrogano e cercano spiegazioni: solo mancanza di trasparenza, qualcuno boicotta il manager in tutt’altre faccende affaccendato, furbizie di altri?
Le ipotesi sono tante, una più inquietante dell’altra se non si pensa ad una semplice dimenticanza, poi subito riparata appena PrimaDaNoi.it ha documentato spese e scelte incomprensibili ai più. Eppure sono 132 gli argomenti per l’aggiornamento dell’area medica (4 pagine intere) e 107 per il comparto (3 pagine). Ci sono poi altri 107 argomenti per le iniziative formative di sviluppo a carattere trasversale  e 35 titoli di corsi da frequentare durante l’anno. Con un’avvertenza finale importante che riguarda due Uoc molto meritevoli: l’unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia è disponibile a «riferire e a diffondere le linee guida in Endoscopia isteroscopia diagnostica ed operativa e protocolli di appropriatezza in patologia benigna ginecologica» attraverso i suoi medici e le sue ostetriche che hanno svolto formazione esterna. E il personale medico ed infermieristico dell’Uoc di Nefrologia e Dialisi si rende disponibile a partecipare come relatori-moderatori a corsi Ecm (educazione continua in medicina). Dagli altri reparti – stranamente – nulla, nessuna disponibilità a condividere quanto appreso con questa formazione, così come hanno fatto i singoli che sono partiti a spese degli altri. A proposito, una domanda sorge spontanea: chi ha frequentato i corsi in questo periodo di interregno, come è stato scelto e a che titolo?
Sebastiano Calella

ASL FORMAZIONE PFA_2012